Il Fisco invia due milioni di lettere per controlli nel 2026: a chi arriveranno e cosa fare

L'Agenzia delle Entrate si prepara a inviare 2milioni e 400mila lettere di compliance quest'anno. Saranno rivolte agli evasori ‘beccati', ma non solo. Serviranno anche per segnalare diverse irregolarità che, in molti casi, potranno essere risolte senza che scattino sanzioni.
A comunicare il numero di lettere pronte alla spedizione è stato Vincenzo Carbone, direttore dell'Agenzia delle Entrate. Carbone ha chiarito quali sono i meccanismi dietro l'invio di queste comunicazioni.
Controlli del Fisco nel 2026, a chi arriveranno le lettere
Nel 2026, "invieremo oltre 2 milioni e 400mila lettere di compliance", ha detto dunque il direttore del Fisco. Le comunicazioni "il più delle volte" saranno una specie di "reminder per il contribuente", ha detto Carbone partecipando a Telefisco 2026, organizzato dal Sole 24 Ore. Un promemoria per sottolineare al contribuente che c'è una scadenza pendente non ancora rispettata, per esempio. "Servono a ricordare al contribuente di rivedere se ha messo in atto un comportamento più o meno corretto".
"Una tranche di queste lettere magari vengono indirizzate a coloro che hanno dimenticato di presentare la dichiarazione", ha spiegato Carbone. Per le partite Iva, ad esempio, "le lettere arriveranno a chi non ha inviato comunicazioni periodiche". In generale, "hanno la funzione di ricordare che si è messo in atto un comportamento non corretto".
La comunicazione non scatterà in automatico nel momento in cui c'è una qualunque irregolarità: "Non esiste automatismo sui controlli, e non esiste sicuramente un'intelligenza artificiale generativa". L'Agenzia "analizza sempre tutte le informazioni" a sua disposizione prima di procedere con una lettera.
Cosa fare se si riceve la comunicazione dell'Agenzia
Lo dimostra il fatto che lo scorso anno ci sono state milioni di posizioni diverse finite sotto la lente del Fisco, ma poi "non tutte si trasformano in attività di controllo". Dunque anche nel 2026 i destinatari dell'Agenzia non saranno tutti i contribuenti che fanno riscontrare una irregolarità, magari minima. Si tratterà, anzi, di cercare di venire incontro ai cittadini segnalando un problema prima che si trasformi in una sanzione da pagare.
Perciò, anche se nella buca delle lettere o nella casella Pec si trova una comunicazione di questo tipo non deve necessariamente scattare l'allarme. Potrebbe trattarsi, per esempio, di un ritardo nella gestione dei contributi o dei documenti fiscali. In buona parte dei casi, sarà possibile mettersi in regola – magari versando una penale limitata – e proseguire tranquillamente.
Certo, questo non significa che gli evasori più ‘seri' saranno al sicuro dalle lettere. Carbone ha sottolineato che lo scorso anno "abbiamo intercettato più di 200mila evasori totali", tra persone fisiche e imprese. Di questi, "il 57% non avevano proprio presentato la dichiarazione del redditi". Addirittura, 86mila persone erano "completamente sconosciute al Fisco".