Il contrappasso di Piantedosi che va in Libia ma viene respinto: il nuovo episodio di “Nel Caso Te Lo Fossi Perso”

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Quella di Piantedosi respinto in Libia è una vicenda che sta suscitando una certa ironia nell’opposizione. Che gli fa notare come i respingimenti non siano proprio il massimo e come alla fine la legge del contrappasso si faccia sentire. “Un appassionato di respingimenti che viene respinto”, dice Elly Schlein. Ma al di là delle battute, fin troppo facili in questo caso, la questione è seria. L’eurodeputata del Pd, Cecilia Strada ha commentato dicendo che Piantedosi e gli altri ministri sono stati respinti per ingresso irregolare come dei migranti qualsiasi, proprio come quelli che il governo Meloni chiama clandestini. E che tutto questo farebbe ridere, il fatto che Piantedosi e company si siano trovati per un giorno dall'altra parte di un porto chiuso. Se non fosse però, ha concluso, che la Libia è un inferno. E su questo punto Riccardo Magi, di Più Europa, ha aggiunto: “Piantedosi tornerà a casa, mentre in centinaia tentando di raggiungere l’Europa finiranno nelle mani dei torturatori libici”.
Da Roma provano a minimizzare, a parlare di incomprensioni, assicurando al tempo stesso che i rapporti sono buoni e che non ci saranno conseguenze. La cosa, però, rischia di essere molto seria e di avere conseguenze concrete e immediate. Non è un segreto infatti che la Libia, così come altri Paesi, utilizzi i migranti come arma di ricatto nei confronti dell’Europa. E sia pronta, quindi, a togliere il freno alle partenze e usare poi quella pressione migratoria per ottenere questo o quello dagli europei. Una prova di forza, alla luce del sole. Come sempre sulla pelle dei più vulnerabili, ovviamente.
Ma non è tutto, perché tornato in Italia Piantedosi ha dovuto affrontare un’altra grana targata Libia: le carte sul caso Almasri che smentiscono la versione di Nordio.
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