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Caso Regeni, news sulle indagini

I genitori di Regeni dopo la visita di Meloni in Egitto: “Fortunatamente c’è la separazione dei poteri”

I genitori di Giulio Regeni, a margine dell’udienza del processo per la morte del figlio, preferiscono non commentare le dichiarazioni rilasciate da Meloni dal Cairo: “diciamo solo che nel nostro Paese fortunatamente c’è la separazione dei poteri, a differenza di quello che succede nei regimi”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Claudio e Paola Regeni, i genitori di Giulio Regeni, il ricercatore friulano rapito, torturato e ucciso in Egitto nel 2016, nel giorno della seconda udienza a Roma del processo a carico di quattro 007 egiziani, accusati di essere gli esecutori dell'omicidio, preferiscono non commentare la visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di ieri al Cairo, dove la presidente del Consiglio si è recata insieme alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

La premier è andata in visita nel Paese nordafricano per firmare il nuovo patto Ue-Egitto, un piano da 7,4 miliardi di euro, tra prestiti e sovvenzioni, che comprende anche un'intesa sulla gestione dei flussi migratori, siglata con il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi. Le opposizioni avevano incalzato Meloni, chiedendole di sottoporre il caso Regeni al presidente egiziano durante i bilaterali di ieri, pretendendo la sua collaborazione. Ma Giorgia Meloni ha risposto così: "L'Italia pone tendenzialmente sempre questa questione, c'è un processo in cui noi siamo andati avanti a fare quello che dobbiamo fare. Il lavoro che stiamo facendo non cambia la nostra posizione sulla materia. C'è un procedimento giudiziario che sta andando avanti, per noi è importante. Continueremo a tentare di ottenere anche qualcosa di più, ma penso che quello che dobbiamo fare noi è andare avanti sul fronte della verità e della giustizia, ed è giusto il lavoro che sta facendo la magistratura".

"Non commentiamo le parole della premier Meloni, diciamo solo che nel nostro Paese fortunatamente c'è la separazione dei poteri, a differenza di quello che succede nei regimi", ha detto l'avvocata Alessandra Ballerini insieme a Claudio e Paola Regeni, a margine dell'udienza. I genitori del ricercatore non hanno voluto rilasciare altre dichiarazioni sulla visita della premier al Cairo. "Siamo ostinatamente presenti", si sono limitati a dire prima di entrare in tribunale.

Le reazioni

"I genitori di Giulio Regeni, dopo la decisone di respingere e eccezioni di nullità del processo avanzate dalla difesa dei quattro agenti segreti egiziani imputati per l'omicidio di Giulio, hanno dichiarato oggi che sono ostinamente presenti. Quella che invece è ostinatamente assente nei confronti della vicenda di Giulio Regeni è la premier Meloni che firma accordi con l'Egitto senza proferire una parola sulla questione degli imputati assenti al processo per la morte di Giulio e della mancanza di collaborazione del regime egiziano nei confronti dei magistrati italiani. E dimenticando la repressione contro il dissenso di Al-Sisi", di legge in una nota del co-portavoce di Europa Verde e deputato di Avs Angelo Bonelli.

"Ho trovato infelicissima l’espressione della presidente Meloni davanti Al-Sisi che tendenzialmente, forse, si sono occupati di Regeni", ha dichiarato Giuseppe Giulietti, dell’associazione Articolo 21, all’esterno del tribunale di Roma, dove ha salutato la famiglia Regeni che si apprestava a prendere parte all'udienza programmata, per accertare le responsabilità della morte di Giulio. "Questo fa sì che la scorta mediatica debba continuare ad agire con forza raddoppiata", ha aggiunto Giulietti, dato che "non arriveranno aiuti istituzionali".

Presente anche il deputato del Partito Democratico Gianni Cuperlo: "La coincidenza che stamane Paola e Claudio Regeni siano qui davanti con Alessandra Ballerini, l’avvocato della famiglia, ma il governo italiano sia al Cairo a trattare affari con quel regime dimostra che forse a parole il governo ha detto di volersi impegnare di cercare di incidere sul governo egiziano per la verità su questa tragedia, ma i fatti non corrispondo alle parole”" Sulle parole della premier, l’esponente dem ha detto: "Si commentano da sole".

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