Una truffa on line e una richiesta di pagamento diretta proprio a Giorgio Napolitano

Si scarica un software, credendolo gratuito, e si viene letteralmente inondati da richieste di pagamento, spesso minacciose. E' quello che è successo a migliaia di italiani,  che, dopo aver effettuato la registrazione sul sito www.italia-programmi.net e aver scaricato un programma, si sono ritrovati, loro malgrado, abbonati a un servizio che non avevano richiesto. Tra le vittime illustri della truffa, come riportato dal Corriere della Sera, c'è anche una personalità dall'alto profilo istituzionale: il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, caduto nella trappola lo scorso 6 febbraio. La Procura di Milano ha oscurato il sito e sta portando avanti un'indagine per truffa.

Come funziona la truffa- Il sito web è di proprietà della Estesa Limited, società che ha sede a Mahe, nelle Seychelles. La trappola, spiega il pm Francesco Cajani, funziona così: l'utente arriva sul sito dopo una ricerca in google ed effettua la registrazione, convinto così di poter scaricare i programmi (software comunque già gratuiti) che gli servono. La registrazione, invece, comporta un abbonamento per 2 anni a 8 euro al mese: in pratica 96 euro all'anno da pagare in anticipo. La Estesa Limited è da tempo nel mirino dell'Antitrust e delle associazioni dei consumatori, che consigliano di non pagare. Sul web, poi, sono moltissimi i blog che sconsigliano  www.italia-programmi.net proprio per questa pratica scorretta. Qualcuno, però, ci casca sempre.

Ci cascò anche Catricalà- Nell'agosto dello scorso anno, l'Antitrust ha imposto alla società di scrivere chiaramente sul sito che si trattava di un servizio a pagamento. Le denunce arrivate in Procura, però, hanno portato alla luce un ingegnoso escamotage: di giorno, quando cioè sono aperti gli uffici dell'Antitrust, sul sito appare la scritta "Crea il tuo account a soli 8 euro"; di notte però, quando gli uffici sono chiusi, la scritta viene modificata in "Crea il tuo account". Per capire che si tratta di un servizio a pagamento bisogna cliccare su "Diventa socio" in homepage, anche se, come riferisce il gip Cristina Di Censo, si tratta di "avvertimenti quasi invisibili all'occhio dell'utente". Ecco perché il sito è stato oscurato. Un mese fa, poi, l'Antitrust ha multato la società per 1,5 milioni di euro. Torniamo al Quirinale. La lettera in cui venivano richiesto il pagamento del servizio (da corrispondere entro il 23) è stata indirizzata proprio a Giorgio Napolitano, che, tramite gli uffici del Colle, ha denunciato l'accaduto alle forze dell'ordine.  Il bello, però, è che alla truffa abboccò anche Antonio Catricalà, ex Presidente dell'Antitrust e attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Catricalà rivelò a "Striscia la notizia" di aver ricevuto la richiesta di pagamento, senza essere mai entrato nel sito.