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Fisco, in arrivo due milioni di lettere per controlli nel 2026: cosa rischia chi non risponde agli avvisi

Quest’anno sono in arrivo 2,4 milioni di lettere dell’Agenzia delle Entrate. I controlli del Fisco iniziano in modo ‘soft’, con una segnalazione che qualcosa non è in regola e va sistemato. C’è tempo per rispondere e chiarire la situazione. Chi non lo fa, però, rischia verifiche più serie e sanzioni.
A cura di Luca Pons
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Quest'anno, l'Agenzia delle Entrate prevede di inviare 2,4 milioni di lettere di compliance. Ovvero, lettere segnalare che qualcosa non è in regola e che occorre intervenire. Una sorta di comunicazione pre-controlli, che permette al contribuente di mettersi a norma oppure di spiegare la propria situazione. Il rischio maggiore, però, lo corre chi non risponde affatto: così scattano controlli più severi che possono portare a sanzioni.

A chi arrivano le lettere per i controlli del Fisco nel 2026

Le lettere indirizzate ai contribuenti saranno 2,4 milioni, come detto. Lo stesso numero sarà inviato anche l'anno prossimo. A stabilirlo è la convenzione tra Agenzia delle Entrate e ministero dell'Economia. Nel documento, si legge che "il potenziamento dello strumento delle lettere di compliance" servirà a "favorire l’emersione delle basi imponibili ai fini dell'Iva e delle imposte dirette".

Questi sono, infatti, i principali ‘bersagli' delle lettere. Le imposte sui redditi (come l'Irpef) e le dichiarazioni Iva. In sostanza, la platea potenziale è allargata a tutti gli italiani e le italiane che sono tenuti a inviare una dichiarazione dei redditi. L'obiettivo è recuperare almeno 14,5 milioni di euro con "attività di prevenzione e di promozione dell’adempimento spontaneo", tra cui le lettere, insieme alle "azioni di contrasto all'evasione più selettive e basate su analisi del rischio più efficaci".

Concretamente, le lettere del Fisco consistono in una comunicazione scritta o una Pec, in cui l'Agenzia avvisa il contribuente che qualcosa non torna. L'idea è di "favorire il versamento spontaneo" e "l’emersione degli imponibili IVA e dell’effettiva capacità contributiva". Come detto, non si tratta di una sanzione: il Fisco invierà la lettera "con congruo anticipo ai contribuenti interessati", per "metterli in condizione di prevenire tutti i possibili errori od omissioni" oppure "correggere quelli contenuti nelle dichiarazioni e comunicazioni già presentate".

Cosa rischia chi non risponde alla lettera dell'Agenzia delle Entrate

Insomma, se arriva una lettera del Fisco non è il caso di farsi prendere dalla preoccupazione. Non è una cedola da pagare, ma un avviso preventivo. Il contribuente che la riceve dovrebbe leggerla attentamente, per capire cosa viene segnalato. Poi ha due possibilità.

La prima, se ritiene che non ci siano irregolarità nella sua situazione fiscale – che si tratti di Irpef o di dichiarazioni Iva – è rispondere con un chiarimento. Si possono allegare ulteriori documenti, fatture, tutto il necessario per dimostrare che non ci sono errori o omissioni nelle cifre dichiarate al Fisco. Se i documenti sono sufficienti, la questione è chiusa.

La seconda possibilità è trovare l'errore e correggerlo. Per esempio, se si tratta di una mancanza nella dichiarazione dei redditi – ad esempio manca un reddito da fabbricato, una rendita da capitale, un'entrata da lavoro autonomo o altro – c'è modo di integrarla con una sanzione molto ridotta. A maggior ragione, se la lettera è solo  un avviso per "prevenire" errori e omissioni, basta seguire le indicazioni date dal Fisco.

La strada da evitare è quella di ignorare la lettera e non rispondere affatto. Infatti, se ci sono delle potenziali irregolarità e non si interviene per metterle a norma, né le si ‘difende' davanti all'Agenzia con un chiarimento, possono scattare controlli aggiuntivi. A quel punto si apre alla possibilità di sanzioni più serie.

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