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Referendum sulla giustizia 2026

FdI pubblica un post per il referendum con Meloni contro i giudici: “Aiutano gli stupratori”. Poi lo toglie

FdI torna a colpire le toghe per convincere gli elettori a votare sì al referendum. Il post pubblicato e poi rimosso dagli account del partito citava l’ultimo attacco di Meloni ai giudici, accusati di “bloccare i rimpatri degli stupratori”. Pd e M5S: “Vergognosa propaganda sulla pelle delle donne”
A cura di Giulia Casula
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Fratelli d'Italia torna ad attaccare le toghe per mobilitare gli elettori a votare sì al referendum. Poi però ci ripensa e decide di cancellare il post che citava l'ultimo attacco di Meloni ai giudici, accusati di "bloccare i rimpatri degli stupratori". Nel frattempo il post ha già raggiunto parecchi utenti e scatenato la furia delle opposizioni.

Era stata la stessa premier, all'indomani del richiamo di Mattarella, a ribadire di voler mantenere il dibattito referendario su un piano di merito e di voler evitare polarizzazioni, accusando gli avversari di voler trascinarla in una "lotta nel fango". Eppure l'ennesimo attacco alla magistratura arriva proprio da Meloni, che ieri mattina ai microfoni di Rtl 102.5 aveva commentato le "decisioni surreali", di "alcuni giudici" che non hanno convalidato il trasferimento di migranti condannati per violenza sessuale "costringendoci a riportarli in Italia".

"Mi chiedo anche dove siano le femministe di fronte a queste vicende", aveva domandato la premier, proseguendo a discutere "il curriculum di uno di questi migranti: condanne per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso, violenza sessuale di gruppo. I giudici non convalidano il trattenimento perché ha fatto richiesta di protezione internazionale. Ma noi come facciamo a garantire la sicurezza dei cittadini così? Sono surreali queste decisioni, incidono non sul lavoro del governo ma sui diritti dei cittadini, primo tra i quali è il diritto alla sicurezza. Che fiducia può avere nel sistema quella donna che ha subito una violenza sessuale di gruppo se il suo stupratore non può neanche essere espulso? Mi chiedo anche dove siano le femministe di ‘Non una di meno' su queste vicende".

Cosa dice il post di FdI contro i giudici pubblicato e poi rimosso

Le sue parole sono state riprese da FdI e riassunte in formato social per fare propaganda sul referendum. Oltre a citare la premier ("I giudici bloccano i rimpatri degli stupratori, dove sono le femministe?"), il post in questione recitava: "Per questo il 22 e 23 marzo non possiamo farci sfuggire l'occasione storica di mettere fine a sentenze ideologiche che svuotano le decisioni e intralciano il contrasto all'immigrazione clandestina". 

Le opposizioni: "Vergognosa propaganda sulla pelle delle donne"

Successivamente il post è stato rimosso ma la cosa non ha frenato l'ira delle opposizioni.  "Ho sperato che non fosse vero", ha la senatrice del Pd Valeria Valente, componente della Bicamerale femminicidio. "Propaganda sulla pelle delle donne usata per alimentare consenso. Fa ancora più amarezza che accada nel partito della prima premier donna".

Si accoda la senatrice M5s Alessandra Maiorino: "Il post di Fratelli d'Italia che riporta le orribili parole di Giorgia Meloni sui giudiciche bloccherebbero il rimpatrio di stupratori è talmente vergognoso che persino la premier e il suo partito hanno provato vergogna e lo hanno cancellato", ha detto "A bloccare i rimpatri non sono i giudici che applicano la legge ma il ministero dell'Interno e tutto il governo, responsabile della gestione dei migranti e di qualsiasi trasferimento dei cittadini extracomunitari ospitati nei disumani Cpr italiani. Il riferimento alle femministe contenuto nel post – rincara Maiorino – è lo specchio della pochezza del centrodestra italiano. La presidente Meloni pensava di vincere il referendum imbrogliando i cittadini, come d'altra parte fa dal giorno in cui è entrata a Palazzo Chigi. Adesso – conclude la senatrice – ha scoperto che con la giusta informazione i cittadini stanno capendo quale colossale imbroglio sia la riforma della magistratura e ha perso la testa".

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