I vaccini, Draghi, la Lega, l'Europa. Enrico Letta risponde su tutti i temi di attualità in una lunga intervista a Otto e mezzo su La7. Il neosegretario del Partito Democratico spiega il suo punto di vista sulla questione dei vaccini, che da settimane è al centro dell'attenzione in tutti i Paesi europei: "C'è stato indubbiamente un problema sulla gestione, è stata un fallimento – attacca Letta – Ha fatto bene Draghi a puntare il dito contro gli inadempimenti delle aziende perché l'Europa agisse, infatti ora gli altri leader lo seguono". Ma attenzione: "Non si può dare la colpa interamente all'Ue, perché sulla salute l'Unione non ha competenze".

Letta spiega di non sentirsi più cattivo, ma più determinato, perché vuole guidare il Partito Democratico a vincere le prossime elezioni. E proprio sugli avversari politici si sofferma a lungo il segretario del Pd: "È importante quello che ha detto oggi il presidente Draghi sulle riaperture che dipendono dai dati, ha detto semplicemente la verità e chiarisce che se la Lega vuole stare in questo governo deve smetterla con il linguaggio doppio, cioè con il dire una cosa e farne un'altra". Mentre si deve guardare ad un'alleanza ampia di centrosinistra, perché "se andiamo soli, noi regaliamo l'Italia a Salvini e Meloni". E su questo punto Letta conferma che vedrà anche Matteo Renzi, proprio per costruire "il futuro della sinistra".

Il segretario del Pd spiega l'importanza del tema della parità di genere: "Fuori dall'Italia non è una battaglia, ma una precondizione". E rivela di aver chiesto insistentemente di eleggere un segretario donna nel Partito Democratico quando è stato chiamato. Letta spiega anche che il suo colloquio con Carlo Calenda, nei giorni scorsi, potrebbe essere propedeutico proprio alle prossime elezioni del sindaco di Roma, che si terranno ad ottobre. Ma nulla è ancora deciso: "Ci sono diversi candidati, tra cui Gualtieri del Pd, faremo le primarie".