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Decreto Sicurezza, cos’è il fermo preventivo per i manifestanti che il governo vuole introdurre

Il governo sta studiando la possibilità di introdurre nel decreto Sicurezza un fermo preventivo di 12 ore per i manifestanti sospetti. Sulla misura però ci sono dubbi di costituzionalità. La stretta sulla sicurezza, dopo le violenze al corteo di Torino, arriverà al prossimo Consiglio dei ministri di giovedì.
A cura di Annalisa Cangemi
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Prende forma il nuovo pacchetto Sicurezza, un decreto legge e un disegno di legge, in vista del prossimo Consiglio dei ministri. La riunione inizialmente prevista per domani dovrebbe slittare di 24 ore, con inizio previsto giovedì alle 17. Il governo accelera sulle nuove norme, dopo gli episodi di violenza alla manifestazione per Askatasuna a Torino di sabato scorso.

Nel provvedimento dovrebbero essere incluse le misure anti-coltelli, cioè il divieto di vendita e di porto di qualsiasi lama per i minorenni, con l'obiettivo soprattutto di limitare la diffusione delle armi da taglio tra le baby gang. Ma esponenti della maggioranza spingono affinché ci siano tra le norme anche il fermo preventivo per i manifestanti sospetti e lo ‘scudo' per le forze dell'ordine, cioè maggiori tutele processuali che escluderebbero l'automatica iscrizione nel registro degli indagati per le forze di polizia. Salvini ha proposto nuovamente anche l'introduzione di una cauzione per i promotori delle manifestazioni per pagare eventuali danni, ma la misura per il momento non dovrebbe essere inclusa nel pacchetto.

Uno dei nodi ancora da sciogliere è rappresentato proprio dal fermo preventivo. La misura prevede la possibilità per gli ufficiali e gli agenti di polizia di trattenere per non oltre 12 ore per accertamenti persone sospettate di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione, per prevenire violenze in occasione dei cortei. Il vicepremier Salvini vorrebbe un fermo più lungo, di 24-48 ore.

Sulla misura però ci sono forti dubbi di costituzionalità, e non tutti sono d'accordo nel governo. Per superare l'ostacolo, si studia un coinvolgimento del magistrato nell'applicazione della misura: l'idea sarebbe quella di incaricare l'autorità giudiziaria di valutare il trattenimento per accertamenti e stabilire l'eventuale limitazione della libertà. Dovrebbero anche essere specificati nel provvedimento i criteri per l'applicazione della norma: è possibile fermare qualcuno per precedenti specifici, come possesso di armi o uso di casco per nascondere il viso.

Più probabile comunque che si opti per una misura differente, sul modello del daspo, la misura che impedisce ai tifosi violenti di presentarsi negli stadi. Forza Italia esprime perplessità sul fermo preventivo: "Molte volte in Italia ci si dimentica di norme che sono in vigore, come l'obbligo di firma" per cui ad esempio "un tifoso che non può andare allo stadio viene chiamato a firmare all'ora della partita per avere la garanzia che all'ora della partita stia al commissariato e non allo stadio", fa notare il presidente dei senatori azzurri Maurizio Gasparri, che ieri era presente al vertice di governo a Palazzo Chigi, mentre il vicepremier e segretario Antonio Tajani, impegnato nelle regioni del Sud colpite dal ciclone Harry, era collegato da remoto.

Secondo Tajani "Bisogna impedire a chi è già pregiudicato di reati violenti commessi durante le manifestazioni di partecipare, come avviene con il daspo per il calcio". Sul punto però anche in Forza Italia ci sono divisioni. La misura pensata dal ministro dell'Interno Piantedosi, spinta da Salvini, piace ad esempio al governatore del Piemonte Alberto Cirio (Fi). Commentando i fatti di Torino, dove sabato al corteo per protestare contro lo sgombero di Askatasuna un poliziotto di 29 anni è stato preso a calci e pugni da un gruppo di incappucciati, il presidente del Piemonte ha detto che "se il decreto sicurezza fosse già stato approvato tutto questo non sarebbe accaduto" perché "in quel decreto c'è lo strumento per poter prevenire queste cose: c'è scritto che se tu fermi una persona che ha dei precedenti specifici per quei reati, per 12 ore non lo lasci muovere, così per 12 ore non parteciperà a picchiare i poliziotti".

La presidente del Consiglio Meloni ieri ha lanciato un appello alle opposizioni, chiedendo "una stretta collaborazione istituzionale", con la proposta di presentare "una risoluzione unitaria" da votare quando Matteo Piantedosi riferirà in Parlamento. Per il momento però sia il Pd che il M5s restano cauti. Oggi alla Camera è prevista alle 14 un'informativa del titolare del Viminale, che però non prevede votazioni al termine. Le trattative per cambiare le modalità dell'intervento, trasformandole in comunicazioni, che prevedono invece il voto su una o più risoluzioni, non hanno portato fino ad ora a un nuovo accordo.

"C'è ottimismo per le norme contro la criminalità e per sostenere le forze dell'ordine. Il pacchetto Sicurezza, tra decreto e disegno di legge, saprà offrire nuovi strumenti per difendere gli italiani perbene e prevenire scene scandalose come quelle viste pochi giorni fa a Torino", ha fatto sapere ieri sera la Lega.

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