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Decreto Sicurezza 2026

Decreto Sicurezza 2026, approvate in Cdm le nuove misure dal fermo preventivo allo scudo penale: le novità

Il Cdm ha appena varato il nuovo decreto Sicurezza. Dal fermo preventivo allo lo scudo penale, fino alla stretta su migranti e vendita di coltelli ai minori, ecco cosa prevede. Saltano la cauzione per gli organizzatori dei cortei e la cosiddetta “norma Almasri”. Nel dettaglio tutte le novità.
A cura di Giulia Casula
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Il Consiglio dei ministri ha varato il nuovo decreto Sicurezza, con al suo interno diverse misure fortemente discusse: il fermo preventivo per i manifestanti sospetti, lo scudo penale, stretta su espulsioni dei migranti e il divieto di porto e vendita di coltelli ai minori. Insieme al decreto che entrerà in vigore subito, nel pacchetto sicurezza appena approvato c'è anche il disegno di legge con norme in materia di ricongiungimenti familiari, sgomberi Il governo aveva annunciato il provvedimento negli scorsi giorni ma dopo i fatti di Torino ha accelerato i lavori per l'approvazione. Tuttavia, le interlocuzioni col Colle hanno costretto Chigi ad apportare correzioni su alcune norme, tra cui il fermo preventivo e lo scudo penale, e ad eliminarne di altre, come la cauzione per gli organizzatori dei cortei e la cosiddetta "norma Almasri" sull'espulsione i soggetti pericolosi nel loro Paese d'origine. Vediamo nel dettaglio tutte le novità.

Come funzionerà il fermo preventivo introdotto dal governo

Il fermo preventivo ci sarà, ma sarà diverso da come il governo, in primis Matteo Salvini, se l'era immaginato. Innanzitutto non sarà di 24 ore ma di 12 e si limiterà a situazioni in cui ci siano forti indizi a carico del manifestante: ad esempio, il possesso di armi o se la persone ha già dei precedenti. Il testo introduce "la possibilità per gli ufficiali e gli agenti di polizia, nel corso di specifici servizi di polizia disposti in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperte al pubblico, di accompagnare nei propri uffici, e ivi trattenere per non oltre 12 ore per i conseguenti accertamenti di polizia, persone per le quali (…) sussista il fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione e per la sicurezza e l'incolumità pubbliche", si legge all'articolo 7 della bozza del decreto.

Non si potrà esser fermati dunque, per il semplice sospetto di essere pericolosi, ma serviranno elementi oggettivi, in particolare "specifiche e concrete circostanze di tempo e di luogo, sulla base di elementi di fatto, anche desunti dal possesso di armi, strumenti atti ad offendere, dall'uso di petardi, caschi o strumenti che rendono difficoltoso il riconoscimento della persona o dalla rilevanza di precedenti penali o di segnalazioni di polizia per reati commessi con violenza alle persone o sulle cose in occasione di pubbliche manifestazioni nel corso degli ultimi 5 anni". In ogni caso la misura andrà immediatamente comunicata all'autorità giudiziaria che dovrà decidere se sussistono le condizioni per il fermo o meno. "Sono una dozzina le fattispecie di reato per cui scatta il divieto:

Scudo penale esteso a tutti

Anche per quanto riguarda lo scudo penale ci sono state delle limature rispetto alla versione pensata dalla maggioranza. La norma che elimina l'automatismo legato all'iscrizione nel registro degli indagati nei casi di legittima difesa o dove sussista un'evidente causa di giustificabilità, non riguarderà solo gli agenti nell'esercizio delle loro funzioni ma tutti i cittadini. Il Quirinale infatti, ha chiesto di estendere lo scudo in virtù del principio secondo cui "tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge" ed evitare così trattamenti privilegiati nei confronti di singole categorie, come appunto, le forze dell'ordine. Anche qui comunque, l'ultima parola spetterà al giudice.

"Per incrementare le tutele per i cittadini e anche per le Forze di polizia, il pubblico ministero, quando appare evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione (ad esempio: legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi, stato di necessità), procede all'annotazione preliminare, in separato modello – da introdursi con apposito decreto del ministro della giustizia del nome della persona cui è attribuito il fatto, disciplinando l'attività di indagine", si legge all'articolo 12 e 13 della bozza. "Sono assicurate le garanzie difensive oggi conseguenti all'iscrizione nel predetto registro".

Scatta il divieto sui coltelli

Col decreto arrivano i nuovi limiti per la vendita di armi bianche, in particolare strumenti da punta e taglio, ai minori. Sarà vietato tenere o vendere armi da taglio e sono previste pesanti sanzioni per chi non rispetta il divieto, con multe da 500 a 3mila euro, aumentate fino a 12mila in caso di reiterazione e la sospensione o revoca della licenza per i venditori (inclusi i negozi online). Si prevede inoltre, l'obbligo per l'esercente di tenere un registro elettronico per inserire quotidianamente le singole operazioni di vendita, pena sanzioni amministrative da 2mila a 10mila euro.

Piazze vietate ai condannati per terrorismo o lesioni ad agenti

Il dl introduce anche il divieto di partecipazione a riunioni o ad assembramenti in luogo pubblico per chi è stato condannato da un giudice per una serie di delitti (attentato per finalità terroristiche o di eversione, devastazione e saccheggio, lesioni contro agenti delle forze dell'ordine, sanitari o arbitri). Secondo quanto si apprende, per verificare che il divieto venga rispettato, il questore potrò prescrivere al condannato di comparire personalmente una o più volte, negli orari indicati, nell'ufficio o comando di polizia competente nel corso della giornata in cui si svolgono le manifestazioni. Inoltre, ono previste pene da 4 mesi a un anno per la violazione del divieto.

La stretta sui ricongiungimenti familiari

Espulsioni più facili e veloci e spazio anche alla stretta sui ricongiungimenti familiari dei migranti. Quest'ultima però non è contenuta all'interno del decreto, ma nel disegno di legge previsto all'interno del pacchetto sicurezza. La misura era stata più volte annunciata dalla Lega, che punta a "rendere possibile l'arrivo in Italia solo dei parenti stretti" dei migranti minori "con nuovi criteri per quanto riguarda il reddito per preservare il welfare sociale a carico dei Comuni".

La norma sugli sgomberi di tutti gli immobili

Una parte del dossier sicurezza è dedicata anche alla questione sgomberi. Il ddl estende le procedure introdotte nel 2025 per le occupazioni relative alle prime case a tutti gli immobili. Anche le seconde case occupate abusivamente dunque, saranno soggette a sgomberi immediati.

Salta la cauzione per gli organizzatori dei cortei

Salta, come preannunciato, la cauzione per chi organizza cortei. La misura pensata come una garanzia di possibili danni causati nel corso di una manifestazione e rilanciata dalla Lega si è scontrata con i paletti del Colle. L'idea di una cauzione infatti risulterebbe incostituzionale perché in contrasto con la libertà di riunione sancita dalla Carta.

Fuori anche la norma salva Almasri

Fuori anche la cosiddetta "norma Almasri", che prevedeva l’espulsione di persone pericolose verso il loro Paese di origine.  La misura aveva fatto infuriare le opposizioni, che ci avevano visto una sorta di salvacondotto per il governo per sanare vicende simili a quella del torturatore libico Almasri, arrestato in Italia ma poi scarcerato e rimpatriato su un volo di Stato. Anche in questo caso però, la norma è stata bocciata in quanto in conflitto con i trattati internazionali.

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