Da domani stop riscossione dei dazi di Trump, in vigore nuova tariffa del 15%: cosa faranno Italia ed Ue

Da domani le tariffe doganali imposte in precedenza da Donald Trump, dichiarate illegali dalla Corte Suprema Usa venerdì, non saranno più riscosse.
L'agenzia statunitense per la protezione delle dogane e delle frontiere (U.S. Customs and Border Protection) ha dichiarato che interromperà alle ore 00:01 locali di martedì (le 6.01 italiane) la riscossione dei dazi imposti ai sensi dell'International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) dichiarati appunto illegali.
Come spiega Reuters online, la sospensione della riscossione dei dazi Ieepa coincide con l'imposizione da parte di Trump di un nuovo dazio globale del 15%, in base a una diversa autorità legale, in sostituzione di quelli annullati dalla Corte Suprema venerdì. L'agenzia dogane Usa non ha fornito informazioni sui possibili rimborsi per gli importatori, e ha sottolineato che la sospensione non incide su altri dazi imposti da Trump, compresi quelli previsti dalla Sezione 232 dello Statuto sulla Sicurezza Nazionale e dalla Sezione 301 dello Statuto sulle Pratiche Commerciali Sleali.
Le nuove tariffe del 15% – in prima battuta Trump aveva imposto un dazio globale al 10% per poi cambiare idea nel giro di poche ore – rimarranno in vigore per soli cinque mesi. Il presidente ha fatto ricorso alla Section 122 del Trade Act del 1974, una norma mai utilizzata prima che permette l’imposizione temporanea di tariffe fino al 15% senza l’approvazione del Congresso.
Tajani oggi al Consiglio dei ministri degli Esteri Ue
Per l'Europa e per l'Italia c'è una situazione di incertezza. Il governo italiano non vuole la guerra commerciale con gli Stati Uniti. "Le prime a non volerla sono proprio le imprese, che non ne avrebbero nulla da guadagnare", ha detto Tajani in un colloquio con il Corriere. Il ministro degli Esteri, che oggi parteciperà al Consiglio dei ministri degli Esteri, poi in videoconferenza al G7 Trade e nel pomeriggio si collegherà con la riunione tra la Task Force Trade della Farnesina e i rappresentanti delle imprese italiane. Secondo Tajani, le prime a non volere una guerra commerciale sono "le imprese che non ne avrebbero nulla da guadagnare".
non bisogna alzare i toni per rispondere ai nuovi dazi di Trump, dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegittimi quelli precedentemente varati.
È importante invece "non perdere la testa" e lavorare "senza inutili parole". Ora è "fondamentale che l'Unione si presenti unita" e l'Italia è "in pieno accordo con la nota europea in cui si chiedono ‘certezze'".
La Commissione Ue ieri ha infatti chiesto trasparenza sulle misure che Washington vuole adottare e ammette che la situazione determinatasi dopo la bocciatura della Corte Suprema "non favorisce le condizioni dell'intesa firmata" ad agosto 2025.
Tajani ha quindi ricordato quanto avvenuto l'estate scorsa, con la prima imposizione di dazi nei confronti dell'Europa da parte di Trump: "Sembrava che sarebbe crollato tutto: in realtà con grande sforzo e capacità l'Europa è riuscita a far fronte ai dazi, abbiamo trovato un'intesa che a questo punto potrebbe anche essere confermata. Ma non è alzando i toni che otteniamo accordi che non ci danneggino. Vorrei vedere cosa farebbero loro al nostro posto", ha detto il ministro riferendosi ai leader del centrosinistra. "Noi facciamo solo quello che serve al nostro Paese, e cerchiamo sempre il dialogo, il confronto per portare a casa i risultati più utili".
Ue verso il congelamento dell'intesa con gli Stati Uniti sui dazi siglata in Scozia
L'Europa si avvia intanto a sospendere l'iter per ratificare l'intesa Ue-Usa sui dazi raggiunta a fine luglio in Scozia. L'accordo prevedeva dazi americani al 15% su quasi tutti i prodotti europei e la disponibilità di Bruxelles ad azzerare i dazi europei su beni americani come auto e componenti, macchinari, chimica, alcune carni o cereali e altro. Jamieson Greer, il rappresentante al Commercio, poco dopo la sentenza della Corte suprema ha detto che l'amministrazione americana si aspetta che gli altri Paesi rispettino gli accordi.
I prossimi passaggi da parte Ue dovrebbero prevedere l'approvazione di due regolamenti sui prodotti industriali e agricoli. Oggi si tiene la riunione straordinaria della commissione sul Commercio del parlamento di Bruxelles, dovrebbe in teoria pronunciarsi sulla ratifica dell'accordo Ue-Usa, ma il voto probabilmente sarà rimandato. Il Consiglio dei ministri europei ha già dato l'ok sui due regolamenti, ma il Parlamento Ue ancora no. E senza il via libera dell'Eurocamera l'intesa raggiunta in estate tra Trump e Ursula von der Leyen non potrà essere applicata dal lato europeo. E intanto Trump potrebbe annunciare un'ulteriore inasprimento delle tariffe nei prossimi mesi.
L'Ue nel suo comunicato ha sottolineato che "I prodotti della Ue devono continuare a beneficiare del trattamento più competitivo, senza aumenti di dazi oltre il chiaro e complessivo tetto precedentemente accordo", che fissa appunto i dazi americani ad un massimo del 15% per la maggioranza dei prodotti europei. Bruxelles insomma sta chiedendo che gli Stati Uniti non annuncino nessun dazio aggiuntivo sopra il tetto del 15% già concordato. La domanda che circolare in queste ore è cruciale: Trump intende andare oltre la soglia del 15%, aggiungendo altri balzelli?
Lo stop all'iter servirà alla Commissione Ue per valutare possibili contromosse. I nuovi dazi dureranno al massimo 150 giorni, ma Bruxelles teme che Washington avvierà le indagini per imporre tariffe a lungo termine sulla base della Section 301 del Trade Act del 1974, che permette alla Casa Bianca di stabilire dazi per reagire alle pratiche sleali dei Paesi stranieri.