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Il caso Pozzolo

Cos’è successo alla festa con Delmastro e Pozzolo di FdI in cui è partito un colpo di pistola

Alla festa di Capodanno a Rosazza è partito un colpo di pistola, ferendo a una gamba un uomo di 31 anni: è stato esploso dall’arma personale di Emanuele Pozzolo, deputato di Fratelli d’Italia, passato a salutare il sottosegretario Delmastro e la sua famiglia che stava trscorrendo lì l’ultimo dell’anno. Non è ancora chiaro chi abbia sparato.
A cura di Tommaso Coluzzi
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È passata da poco la mezzanotte il primo gennaio a Rosazza, in provincia di Biella, quando al tintinnio dei calici si sostituisce il rumore sordo di uno sparo. Non è un petardo, è un colpo di pistola partito dall'arma personale di Emanuele Pozzolo, deputato di Fratelli d'Italia alla prima legislatura. Un uomo rientra di corsa nella sala della Pro loco, dopo aver convinto la propria scorta: è il sottosegretario Delmastro, amico e collega di Pozzolo. C'è un ferito, che viene portato rapidamente via dall'ambulanza. È il genero di uno degli uomini della scorta, colpito a una gamba dallo sparo.

La festa, organizzata da amici di Delmastro nel paesino in cui la sindaca è la sorella, Francesca, si è tramutata rapidamente in uno scenario surreale. Pozzolo non ha partecipato alla cena – con menù da 35 euro a testa – ma è passato a salutare intorno alla mezzanotte. I due si conoscono bene per via della provenienza territoriale, anche se per Pozzolo è la prima legislatura in Parlamento. Poi, dopo lo sparo che ferisce il trentunenne, Pozzolo dà diverse versioni: prima dice che il colpo è partito da una pistola da lui regolarmente detenuta – una North american arms calibro 22 – poi, parlando con le forze dell'ordine, precisa che l'ha fatta vedere a un ragazzo e in quel frangente è partito un colpo.

In tutto ciò il sottosegretario Delmastro era fuori dalla sala per "buttare la monnezza", sul piazzale a circa 300 metri dalla sala. Sentito lo sparo corre dentro, ma viene bloccato dalla sua scorta. Compreso che non c'è pericolo, riesce a rientrare. "Stavo raccogliendo il cibo avanzato per andare via. Avevo quattro buste da portare in auto. Dalla Pro loco alla macchina saranno 200 metri. Ero uscito con le prime due. Ritorno indietro per prendere le altre due e sento la moglie di quello che è stato ferito, che poi è il marito della figlia di uno della mia scorta, che grida ‘un botto… un botto'. Mi si gela il sangue e cerco di capire – racconta Delmastro a Repubblica – Ho pensato che fosse esploso un petardo… e invece sento la moglie che dice ‘ma allora non hai capito… era un colpo di pistola'".

Quando riesce a rientrare, Delmastro si trova davanti una scena assurda: "L’avevano messo sul tavolo al centro del salone. Era ferito alla gamba. Lui ha 31 anni. Mi ha detto che aveva vinto il premio come miglior operaio dell’anno e sperava di vincerlo di nuovo. E poi ha aggiunto: ‘Mi dispiace per te che avrai dei casini e non eri neppure in sala' – spiega il sottosegretario – Perché andare armato a una festa? È una stranezza certo. Io sono basito. Gli ho detto di venire, ma mai avrei immaginato che portasse una pistola. E poi poteva andare in ventimila posti e invece è venuto proprio lì… Se l’avessi immaginato gli avrei detto di non venire".

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