Cosa vuole fare il governo Meloni con il decreto Sicurezza: quando arrivano le nuove norme

Il nuovo decreto Sicurezza arriverà in Consiglio dei ministri entro la prima settimana di febbraio – l'ha confermato il ministro dell'Interno Matteo Piantendosi– ma non ci saranno le norme invocate dalla Lega. Le strette per chi manifesta, lo stop alle armi da taglio, le multe per i genitori di minori autori di reati e le tutele penale per gli agenti resteranno fuori dal testo del decreto, in attesa di essere messe per iscritto nell'altro pacchetto sicurezza che avrà la forma di un disegno di legge.
Nel decreto in arrivo a febbraio, 25 articoli in tutto, ampio spazio sarà dedicato al rafforzamento della sicurezza urbana in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Come riporta il Corriere della Sera, la bozza prevede: zone rosse e a vigilanza rafforzata, più presidi di polizia sul territorio, in particolare nei litorali, il riconoscimento biometrico negli stadi, il potenziamento della raccolta dati tra le forze dell'ordine per migliorare la sicurezza nelle reti ferroviarie e marittime, norme sui concorsi di carabinieri, polizia, guardia di finanza e corpo penitenziario.
Un'altra parte del decreto sarà dedicata al funzionamento delle strutture per il trattenimento dei migranti. Qui dovrebbero trovare spazio gli articoli che puntano a mettere in moto i centri in Albania, limitando la possibilità dei giudici di non convalidare le detenzioni, e le norme sui respingimenti, tra cui probabilmente regole più severe contro i ricongiungimenti familiari per i migranti minorenni.
Mancheranno in questo primo blocco la gran parte delle misure sui cui ha spinto la Lega nelle scorse settimane, cavalcando la presunta emergenza "maranza" in Italia. Il governo vuole prendere tempo ed evitare di ricorrere alle decretazione d'urgenza per evitare il contrasto con il Quirinale. Le sanzioni per punire le manifestazioni, le disposizioni più stringenti per contrastare il cosiddetto fenomeno delle "baby gang" e le regole per limitare l'acquisto dei coltelli ci saranno ma saranno depositate in un disegno di legge di circa 40 articoli.
Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia, ha spiegato le intenzioni dell'esecutivo: "Da quando questo Governo è in carica i dati parlano chiaro: c’è una diminuzione di moltissime fattispecie di reato. Questo significa che, complessivamente, stiamo tenendo la situazione sotto controllo. Ma non basta. C’è infatti il tema della percezione della Sicurezza, che spesso è diversa dalla realtà, ma che incide comunque sulla libertà delle persone di muoversi e sulla qualità della vita. Per questo vogliamo affrontare il problema con una nuova normativa", ha detto ieri a Tagadà.
Il centrodestra dunque, vuole procedere con cautela. "Avremmo potuto intervenire sulla base di singoli avvenimenti di cronaca che spingono il legislatore a fare un decreto, come spesso accade in Italia. Invece, soprattutto noi di Forza Italia, abbiamo voluto prenderci più tempo e lavorare con maggiore attenzione per costruire una normativa capace di intervenire su alcune fattispecie particolarmente difficili, in modo che lo Stato abbia una maggiore capacità di assicurare alla giustizia chi si rende responsabile di odiosi reati, soprattutto di micro criminalità. Soprattutto, vogliamo garantire una maggiore certezza della pena, evitando ciò che spesso accade quando le norme sono troppo generali o poco precise: il rischio che l’interpretazione porti a scarcerazioni che non sono nell’interesse dei cittadini e della nostra Sicurezza", ha concluso.