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Conflitto Israelo-Palestinese

Cosa si è deciso al Comitato per la sicurezza convocato da Piantedosi dopo l’attacco dell’Iran a Israele

Ieri si è tenuto il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, per fare il punto sui possibili riflessi in Italia della crisi in Medio Oriente, dopo l’attacco dell’Iran a Israele: ecco cosa si è deciso.
A cura di Annalisa Cangemi
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Dopo l'attacco che l'Iran ha sferrato sabato notte contro Israele, con centinaia di droni e missili, a cui Tel Aviv dice ora di voler rispondere con un altro attacco, che potrebbe essere "imminente", il ministro dell'Interno Piantedosi ha convocato ieri pomeriggio convocando il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica (Cnosp), per fare il punto sui possibili riflessi in Italia della crisi in Medio Oriente

Il ministro dell’Interno "ha dato mandato alle forze dell’ordine di rafforzare tutte le attività di prevenzione coordinandosi con l’intelligence", hanno spiegato fonti del Viminale dopo l'incontro, aggiungendo che "c’è stato un proficuo aggiornamento sui profili di rischio rispetto ai possibili riflessi in Italia delle tensioni internazionali".

Secondo il Viminale, il rischio principale, ancora una volta, "deriva dalle potenziali azioni di ‘lupi solitari'". In assenza di segnalazioni sulla programmazione di attentati contro obiettivi italiani dunque, è l'azione di un lupo solitario il rischio principale emerso ieri al tavolo del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Per questo, oltre ai tradizionali obiettivi sensibili, cioè siti israeliani, sedi diplomatiche, Vaticano, monumenti, aeroporti e stazioni, per i quali si era già alzato il livello di allerta a Pasqua, ci sarà massima attenzione anche agli eventi in cui si creano folle: concerti, manifestazioni, ma anche eventi sportivi.

L'attenzione sarà concentrata anche "sui flussi migratori irregolari per intercettare soggetti potenzialmente pericolosi". In tale direzione "c’è stata una proficua valutazione sulla riattivazione dei controlli alla frontiera Est che permangono in vigore", hanno detto le stesse fonti, riferendosi alla frontiera con la Slovenia – dal 21 ottobre i controlli a quel confine sono stati ripristinati, con oltre 1.300 persone respinte e circa 120 arrestate – e lungo la rotta balcanica, dove sono attivi gruppi jihadisti Domi il ministro dell'Interno sarà a Tunisi, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dove avrà un bilaterale con il suo omologo. Previsto anche un incontro a Roma anche con il collega libico.

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