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Come cambia il divorzio con la sentenza della Cassazione e chi avrà diritto all’assegno: lo spiega l’avvocata

L’avvocata Valeria De Vellis, specializzata in diritto di famiglia e che ha seguito casi celebri come quello di Silvio Berlusconi e Veronica Lario o Mario Icardi e Wanda Nara, spiega a Fanpage.it come cambiano le regole sul divorzio e chi avrà ancora diritto a ricevere l’assegno di mantenimento.
Intervista a Valeria De Vellis
Avvocata cassazionista, specializzata in diritto di famiglia, delle persone e delle successioni.
A cura di Giulia Casula
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L'avvocata Valeria De Vellis è specializzata in diritto di famiglia. Sul suo curriculum vanta casi di alto profilo come la causa di divorzio tra Silvio Berlusconi e Veronica Lario (in cui difendeva il Cav.) e quella del calciatore Mauro Icardi contro Wanda Nara. A Fanpage.it spiega cosa cambia dopo la sentenza della Corte di Cassazione sull'assegno di divorzio e chi avrà ancora diritto a riceverlo.

Ci può spiegare in parole semplici cosa prevede la sentenza della cassazione sull’assegno di divorzio?

La sentenza afferma il principio per cui l'assegno di divorzio non spetta automaticamente al coniuge più povero. Non basta dimostrare che c'è uno squilibrio economico tra i coniugi, ma occorre qualcosa in più. Chi chiede l'assegno deve dimostrare di aver fatto un sacrificio patrimoniale per la famiglia.

Che cosa significa?

Chi chiede l'assegno deve dimostrare di aver rinunciato a occasioni di lavoro e di guadagno per occuparsi dei figli e della famiglia e che questa scelta è stata condivisa con l'altro coniuge durante il matrimonio. Quindi, ad esempio, che si era d'accordo sul fatto che uno dei due lavorasse part-time anziché full-time per occuparsi dei bambini. In sostanza, non ci sarà più alcun automatismo legato allo squilibrio reddituale o patrimoniale tra i coniugi, bisogna provare di aver fatto un sacrificio economico nell'interesse della famiglia.

Che tipo di prove serviranno?

Ecco, è proprio questa la novità di questa sentenza, che è molto rigorosa sulla prova. La Corte ha aggravato l'onere probatorio a carico di chi chiede l'assegno affermando che "non basta dire genericamente che si sono fatti dei sacrifici per la famiglia e per i figli". Il pregiudizio economico deve essere dimostrato con dati oggettivi, verificabili e documentati, senza poter fare affidamento su presunzioni automatiche. Le faccio l'esempio del caso della sentenza. L'ex moglie aveva sostenuto genericamente che, quando i figli avevano 6 e 3 anni, aveva dovuto optare per un'occupazione part-time, però non si era preoccupata di provare con dei documenti fiscali, per esempio con il contratto di lavoro, con le buste paga o con le dichiarazioni dei redditi, quali minori introiti avesse comportato questa scelta.

Lei ha seguito dei casi importanti come il divorzio di Berlusconi e Veronica Lario, dove ha ottenuto l'annullamento dell'assegno di divorzio dell'ex moglie, o come quello di Wanda Nara e Mauro Icardi. Quindi le chiedo: questa sentenza è migliorativa rispetto alla situazione precedente a o c'è il rischio che chi chiede l'assegno – spesso sono le donne a ritrovarsi in tali circostanze – venga penalizzato?

È una sentenza più severa nei confronti di chi chiede l'assegno, che sia uomo o donna. Si afferma che l'assegno non è più un'assicurazione sulla vita, una rendita parassitaria che è dovuta per il solo fatto che un coniuge è più ricco dell'altro, bisogna vedere perché si è creato quello squilibrio. Non direi che è peggiorativa per il coniuge debole, è più equa perché ciascun coniuge sarà responsabile delle sue scelte di vita.

Che consiglio si sente di dare alle giovani coppie sposate su come tutelarsi in caso di eventuale divorzio?

Io e la mia socia Daniela Missaglia siamo grandi sostenitrici dei patti prematrimoniali e matrimoniali. Questa sentenza ci fa capire quanto sia importante fare questo tipo di accordi, perché nelle cause di divorzio è difficile provare, spesso a distanza di anni, che si sono fatti dei sacrifici per la famiglia e che l'altro coniuge fosse d'accordo. Con il patto si mettono le cose in chiaro, ci si sposa "a occhi aperti" e si prevengono i conflitti. Le coppie hanno la possibilità di decidere nel loro momento migliore cosa potrà eventualmente accadere nel momento peggiore, quando l'amore finisce.

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