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News sul caso Daniela Santanchè

Caso Visibilia, ministra Santanchè indagata per falso in bilancio, procura di Milano chiude l’inchiesta

La Procura di Milano ha chiuso l’inchiesta con l’ipotesi di falso in bilancio per la presunta gestione irregolare di Visibilia Editore a carico della fondatrice ed ex presidente Daniela Santanchè, ministra del Turismo, e altri indagati.
A cura di Annalisa Cangemi
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La ministra del Turismo Daniela Santanchè è indagata per falso in bilancio. La procura di Milano ha chiuso il filone d'indagine sui conti di Visibilia Editore, che coinvolge diversi indagati, con l'ipotesi di falso in bilancio per la presunta gestione irregolare della società a carico della fondatrice ed ex presidente Daniela Santanchè e altri indagati. L'esponente di Fdi è stata presidente della società Visibilia Editore spa fino al 23 gennaio del 2022.

Nell'inchiesta milanese su Visibilia Editore, coordinata dalla procuratrice aggiunta Laura Pedio e dai pm Maria Giuseppina Gravina e Luigi Luzi, figurano indagate per falso in bilancio 17 persone – oltre alla ministra ci sono il compagno Dimitri Kunz, la sorella Fiorella Garnero, la nipote della ministra Silvia Garnero e l'ex compagno della senatrice Canio Giovanni Mazzaro che hanno avuto ruoli all'interno della spa – e tre società (Visibilia editore spa, Visibilia srl in liquidazione e Visibilia editrice srl). Tutti loro hanno avuto ruoli nel consiglio di amministrazione di Visibilia Editore nel periodo compreso tra il 2014 e il 2023. È quanto emerge nell'avviso di conclusione delle indagini.

Al centro dell'indagine, nata da un esposto dei piccoli azionisti che chiedevano verifiche sui conti della spa, è emerso – per gli inquirenti – uno squilibrio finanziario che già, a partire dall'esercizio 2016, avrebbero ‘compromesso' la spa e le successive scelte dei vertici avrebbero causato quasi l'azzeramento del valore azionario.

Daniela Santanchè e gli altri indagati avrebbero nascosto al pubblico le "perdite" della società Visibilia Editore e conseguito un "ingiusto profitto". Santanchè "in qualità di consigliere, amministratore delegato e presidente", e gli altri co-indagati "consapevolmente esponevano", in violazione degli articoli del codice civile, "nei bilanci di esercizio della societa'" Visibilia Editore dal 2016 al 2022 "le relazioni o nelle altre comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero, in modo concretamente idoneo a indurre altri in errore". È quanto scrive la Procura di Milano nell'avviso di chiusura delle indagini preliminari.

Così facendo – secondo le indagini del nucleo di polizia economico-finanziaria della GdF di Milano e dei pm Pedio-Gravina-Luzi – avrebbero conseguito "un ingiusto profitto (prosecuzione dell'attività di impresa nascondendo al pubblico le perdite, evitando sia la necessaria costosa ricapitalizzazione, sia la gestione meramente ‘conservativa'".

Lo scorso 22 marzo alla ministra del Turismo era stato notificato un altro avviso di chiusura delle indagini preliminari per la presunta truffa all'Inps nell'erogazione indebita della cassa integrazione in deroga Covid-19 per 13 dipendenti di Visibilia Editore e Visibilia Concessionaria.

Le reazioni

"Quanto ancora dobbiamo aspettare o cosa altro deve accadere perché la ministra Santanchè si dimetta? Le ipotesi di accusa sono molto gravi, le istituzioni devono essere protette dal fango. Si difenda nei tribunali ma lasci il ministero", ha detto Luana Zanella, capogruppo Avs alla Camera.

"Ancora discredito e disonore sulle istituzioni. Cosa aspetta la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, a pretendere le dimissioni della ministra Santanchè? Il nostro paese non merita di essere rappresentato in Italia e all'estero da una persona su cui si annida il sospetto di aver commesso gravi reati", ha commentato il capogruppo democratico nella commissione Lavoro della Camera, Arturo Scotto.

“Dopo la presunta truffa sulla ‘Cassa-Covid', oggi si è chiusa anche l’indagine preliminare sul dissesto finanziario di Visibilia, con l’ipotesi di falso in bilancio a carico proprio della Santanchè. A costo di sembrare noiosi, ribadiamo che questo ulteriore step giudiziario non sposta nulla. La questione Santanchè non è giudiziaria, ma squisitamente politica. Prima di tutto perché siamo al cospetto di una mentitrice seriale. E in seconda battuta, perché non si può tenere un’imprenditrice tanto disinvolta nell’aggirare le regole a guidare un dicastero ‘produttivo' come quello del Turismo. È una mancanza di rispetto per migliaia di imprenditori per il bene di quel settore, oltreché un incaponimento che mina la credibilità del governo del nostro paese. La maggioranza ha salvato per due volte Santanchè in Parlamento, confermando che si preferisce portare la ‘croce' invece di prendere atto che è inadeguata a ricoprire il ruolo. Ma l’aspetto più scandaloso riguarda Giorgia Meloni, che sulla ministra espressione del suo partito ogni giorno di più sembra un novello ‘Ponzio Pilato', perdendo credibilità anche lei. Santanchè deve dimettersi, punto", hanno scritto in una nota i parlamentari M5s delle commissioni Attività Produttive di Camera e Senato Emma Pavanelli, Chiara Appendino, Enrico Cappelletti, Sabrina Licheri, Gisella Naturale e Luigi Nave.

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