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Inchiesta in Liguria e arresto di Giovanni Toti

Caso Giovanni Toti, cosa pensano nella maggioranza dell’ipotesi dimissioni del governatore ligure

Da giorni si parla dell’ipotesi che Giovanni Toti, il governatore della Liguria agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione, si possa dimettere anche prima di aver parlato con i pm. Cosa ne pensano all’interno della maggioranza?
A cura di Annalisa Girardi
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Mentre negli organi di stampa è già partito il totonomi per il possibile successore di Giovanni Toti, da martedì scorso agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione, i suoi legali sottolineano che le voci sulle dimissioni ancora prima dell'interrogatorio dei pm siano "infondate e strumentali". Stefano Savi, l'avvocato che difende il governatore, ha smentito le voci circolate nelle ultime ore, ribadendo invece quanto già detto nei giorni scorsi, cioè che prima di valutare le dimissioni Toti dovrebbe comunque avviare un confronto politico e che per farlo serve che vengano revocati gli arresti domiciliari.

La maggioranza per ora è cauta. "Toti farà le sue valutazioni. Io ricordo sempre il caso del senatore Siclari, senatore di Forza Italia che nella scorsa legislatura fu raggiunto da una condanna a 5 anni per voto di scambio in Calabria. Noi abbiamo deciso d'accordo con lui di non ricandidarlo alle elezioni settembre 2022. Dopo pochi mesi in appello venne assolto. Siclati era innocente", ha detto il capogruppo di Forza Italia in Senato, Maurizio Gasparri. "Io mi sento colpevole insieme ad altri dirigenti di questa decisione che abbiamo preso per una valutazione di opportunità. Gli abbiamo cambiato la vita. Oggi Siclari non è stato candidato e non è senatore ma quei giudici che lo hanno condannato perché non li mandano via dalla magistratura? Oggi, di fronte ad un caso Siclari bis, conto fino a venti", ha poi aggiunto.

Anche all'interno del centrodestra, comunque, c'è chi prende le distanze. E questo non piace al ministro Guido Crosetto, cofondatore di Fratelli d'Italia, che in un'intervista a La Stampa ha attaccato un collega di Forza Italia, pur non precisandone il nome, per le posizioni prese sul caso Toti. "Mi fanno ribrezzo le persone che speculano su vicende di questo tipo, ma so di essere in netta minoranza, anche all'interno del centrodestra. Oggi ho visto le dichiarazioni di un ministro di Forza Italia che, di fatto, scarica Toti, dimenticando la storia del fondatore del suo partito e la persecuzione che subì. Queste cose non riesco a capirle e non le sopporto più", ha detto.

Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, da parte sua commenta il caso sottolineando che quella di dimettersi o meno "è una scelta di Toti" e che comunque "credo che adesso sia prematuro". Ospite a In Mezz'Ora su Rai 3, il vicepremier aggiunge: "Finché non c'è un interrogatorio o il tribunale del riesame credo che si debba aspettare. Poi sta a lui decidere se si vuole dimettere, io sono garantista, quindi per me finché non c'è una condanna in terzo grado uno è innocente, e come dice Nordio non è Toti a dover dimostrare la sua innocenza ma sono i magistrati a dover dimostrare la colpevolezza".

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