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Caso Boccia-Sangiuliano

Caso Boccia, chiuse le indagini sull’audio privato: rischio processo per l’imprenditrice e un giornalista

La procura di Roma ha notificato l’avviso di chiusura indagini a Maria Rosaria Boccia e al giornalista Carlo Tarallo per la diffusione di frammenti di una conversazione privata dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano con la moglie. L’ipotesi di reato è interferenze illecite nella vita privata.
A cura di Francesca Moriero
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La Procura di Roma ha chiuso ufficialmente le indagini nei confronti di Maria Rosaria Boccia e del giornalista Carlo Tarallo, notificando l'avviso ex articolo 415 bis che precede l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio. L'accusa è quella di interferenze illecite nella vita privata per fatti risalenti al 26 agosto del 2025.

Cosa è successo

Al centro dell'inchiesta c'è la diffusione, sui social network e sul sito della testata Anteprima 24, di alcuni frammenti di una registrazione audio contenute una conversazione privata tra l'allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie. Nel procedimento risultano come parti offese proprio l'ex ministro e la consorte. Secondo la ricostruzione dei pm Barbara Trota e Giulia Guccione, coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, Maria Rosaria Boccia avrebbe ottenuto la registrazione in modo indebito, costringendo Sangiuliano a mantenere aperta la conversazione telefonica mentre parlava con la moglie, sotto la minaccia di recarsi a casa loro. I frammenti dell'audio sarebbero poi stati pubblicati, in concorso con Tarallo, sui canali Facebook e Instagram della testata e sul sito online.

Nei mesi scorsi il gip di Roma aveva già disposto il sequestro preventivo del file audio, eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo, nell'ambito della nuova inchiesta avviata dopo un esposto presentato dallo stesso Sangiuliano.

Boccia respinge le accuse: "Estranea a ogni condotta illecita"

Nel frattempo Maria Rosaria Boccia, tramite una dichiarazione scritta, ha respinto tutte le accuse, ribadendo di essere estranea a qualsiasi comportamento illecito e augurandosi che il caso venga archiviato presto: "Non avendo ancora visionato gli atti di indagine, ogni commento nel merito sarebbe superfluo e fuori luogo. Quello che posso ribadire con certezza è la mia estraneità ad ogni condotta contraria alla legge che ritengo verrà assolutamente confermata nelle opportune sedi giudiziarie, auspicando un'archiviazione. In merito alla notifica della chiusura delle indagini per diffusione di informazioni relative alla vita privata, la stessa è intervenuta ieri sera presso il mio difensore di fiducia, avvocato Francesco Di Deco".

La difesa del giornalista: "Una vicenda sconcertante"

Dal lato della difesa del giornalista, l'avvocato Maurizio Capozzo ha definito la vicenda "sconcertante", spiegando che Tarallo non avrebbe avuto alcun ruolo nella realizzazione del servizio e che il sito si sarebbe limitato a riprendere parti di un audio già circolato in precedenza: "Continuo a trovare sconcertante questa vicenda. Fin dal primo momento era stato chiarito in maniera inequivocabile che il giornalista non aveva alcuna responsabilità sul confezionamento del servizio all'interno del quale era stato diffuso il file audio, essendosi occupato esclusivamente dell'intervista alla Boccia", ha detto Capozzo, "questa vicenda è già stata esaminata in tutti i suoi aspetti e si è chiarito che lo stesso sito per il quale lavora il mio rappresentato non aveva fatto altro che riportare stralci di questo file audio che erano stati già da altri diffusi e per il quali l'indagine sin é chiusa con una archiviazione".

Intanto, per Boccia resta aperto un altro procedimento: il 9 febbraio è infatti in programma l'udienza preliminare per le accuse di stalking aggravato, lesioni, diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum, sempre legate all'esposto presentato dall'ex ministro Sangiuliano.

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