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Carta d’identità, per gli over 70 validità estesa a 50 anni: le novità e cosa cambia con il decreto Pnrr

La bozza del decreto PNRR introduce una carta d’identità con validità fino a 50 anni per gli over 70, riducendo rinnovi e burocrazia. Tra le novità anche tessera elettorale digitale, IT-Wallet e abolizione dell’obbligo di conservare le ricevute POS.
A cura di Francesca Moriero
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Una carta d'identità che non scade più (o quasi) e meno file agli sportelli comunali. È questa una delle principali novità contenute nella bozza del decreto Pnrr, che introduce una forte semplificazione per i cittadini con più di 70 anni. L'obiettivo dichiarato è quello di ridurre la burocrazia, limitare il numero di appuntamenti e superare tutte le difficoltà pratiche per la fascia di popolazione che è spesso quella più penalizzata dalle procedure digitali.

Come cambia la carta d'identità per gli over 70: chi non dovrà rinnovarla

Per chi ha compiuto 70 anni, il documento avrà così una validità di ben 50 anni. In termini pratici, significa che la carta non sarà più soggetta al rinnovo decennale ordinario e potrà essere considerata, salvo casi particolari, valida per tutto l'arco della vita del titolare. È importante chiarire che non si tratta di una "carta immutabile": la normativa prevede comunque la possibilità di rinnovare il documento dopo 10 anni qualora fosse necessario aggiornare certificati digitali interni, sistemi di sicurezza o elementi tecnologici legati all’evoluzione degli standard europei. Questi aggiornamenti diventano però facoltativi e mirati, quindi non più un obbligo automatico. La Cie a lunga validità resterà utilizzabile anche per l'espatrio nei Paesi che accettano la carta d'identità come documento di viaggio, nel pieno rispetto delle normative e dei requisiti di sicurezza dell'Unione europea.

La novità punterebbe a eliminare uno dei passaggi più complicati per molte persone anziane, e cioè il rinnovo del documento. Oggi, infatti, la carta d'identità scade ogni 10 anni, con la necessità di prenotare un appuntamento, presentarsi allo sportello e spesso usare strumenti digitali come Spid o eventuali app. Per molte persone anziane questi passaggi rappresentano una fonte di stress e di grossa difficoltà, aggravata dal divario digitale e, in alcuni casi, da problemi di mobilità o salute. Con la nuova norma, per gli over 70 il rinnovo diventerà un evento eccezionale e non più una scadenza periodica da rispettare.

Cosa succede a chi ha già una CIE

In questo contesto, chi possiede già una carta d'identità elettronica rilasciata prima dell'entrata in vigore della riforma non dovrà rifarla subito. La validità del documento verrà infatti prolungata oltre i 10 anni, ma solo:

  • per l'uso sul territorio nazionale,
  • nei rapporti con la Pubblica amministrazione.

Per l'espatrio, invece, resteranno le regole attuali.

Rinnovo anticipato: quando e per chi

Le nuove regole non si applicheranno poi automaticamente a tutte le carte d'identità già in circolazione, ma prevedono una finestra temporale ben definita per l'adeguamento. I cittadini che hanno già compiuto 70 anni potranno beneficiare della validità estesa a partire dal primo novembre 2026. Da quella data, anche chi è in possesso di una carta d'identità ancora in corso di validità potrà rcheiderene il rinnovo anticipato, ottenendo cosi il nuovo documento con durata di 50 anni. Ovviamente chi preferisce continuare a utilizzare la propria carta fino alla naturale scadenza potrà farlo senza alcuna penalizzazione.

Tessera elettorale digitale

Il decreto Pnrr non si limiterebbe però solo alla semplificazione dei documenti d'identità ma interverrebbe anche su un altro ambito simbolicamente e praticamente rilevante e cioè l'esercizio del diritto di voto. Tra le misure previste ci sarebbe infatti anche l'introduzione della tessera elettorale in formato digitale, che affiancherà quella cartacea tradizionale.

La nuova tessera digitale sarà basata sui dati contenuti nell'Anagrafe nazionale della popolazione residente, e cioè la banca dati unica che già oggi raccoglie le informazioni anagrafiche dei cittadini. Accanto alla versione cartacea, che continuerà a esistere, ogni persona potrà così disporre anche di una versione digitale, consultabile e utilizzabile secondo modalità operativa che saranno definite in un secondo momento, con successivi decreti attuativi.

L'IT-Wallet

L'introduzione della tessera digitale si inserirebbe in una visione più ampia di digitalizzazione dei documenti personali. In prospettiva infatti, il documento potrebbe confluire nell'IT-Wallet e cioè  un portafoglio digitale destinato a raccogliere in un unico spazio le principali credenziali e certificazioni di ogni cittadino, dalla carta d'identità alla patente, fino ai documenti elettorali.  Tutto quello che concerne regole tecniche e modalità di utilizzo saranno definite anche in questo caso in un secondo momento, dal ministero dell'Interno e dal Garante per la protezione dei dati personali. L'obiettivo, almeno sulla carta, sarebbe duplice: da un lato semplificare l'accesso ai documenti, dall'altro rendere più efficiente l'organizzazione delle consultazioni elettorali.

Stop alle ricevute Pos da conservare per 10 anni

Tra le misure contenute nel decreto ci sarebbe anche un intervento di semplificazione meno visibile, ma potenzialmente molto rilevante nella vita quotidiana delle persone e delle imprese e cioè l'eliminazione dell'obbligo di conservare per dieci anni le ricevute cartacee dei pagamenti elettronici effettuati tramite Pos. Il testo chiarisce che le ricevute Pos non hanno valore fiscale né contabile e che la loro funzione è esclusivamente quella di attestare l'avvenuto pagamento, una prova che oggi è ampiamente garantita dai sistemi digitali, dagli estratti conto bancari ecc.

La norma punterebbe sostanzialmente a eliminare un adempimento ormai considerato superfluo che ha prodotto negli anni archivi di scontrini e di ricevute, difficili da gestire e da conservare. Anche questa misura si inserirebbe nella logica del decreto, e cioè della di tallire gli obblighi formali che non aggiungono reali garanzie puntando invece su sistemi digitali già esistenti e su una pubblica amministrazione più snella e più efficiente.

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