Bonus ristrutturazione 2026: cosa devono fare i condomìni entro il 16 marzo

Per chi vive in condominio si avvicina una data importante: il 16 marzo 2026. Entro questo termine devono infatti essere trasmesse all'Agenzia delle Entrate tutte le comunicazioni relative alle spese condominiali sostenute nel 2025 per potere beneficiare delle detrazioni fiscali previste dal bonus ristrutturazione. La scadenza è fondamentale soprattutto per chi intende ottenere la detrazione maggiorata del 50% sulla prima casa. Ecco cosa prevede la normativa, quali lavori sono ammessi e chi deve occuparsi degli adempimenti.
Cos'è il bonus ristrutturazione
La Legge di Bilancio 2026 ha confermato anche per quest'anno il bonus ristrutturazione con una detrazione pari al 50% per gli interventi effettuali sull'abitazione principale. È una misura che consente di recuperare in dichiarazione dei redditi metà delle spese sostenute per determinati lavori edilizi. La percentuale, però, non resterà invariata nel tempo. Dal 2027, infatti, per la prima casa l'aliquota scenderà all 36%.
Per gli altri immobili come le seconde case o gli immobili non adibiti ad abitazione principale, la detrazione è già fissata al 36% nel 2026 e calerà ulteriormente al 30% dall'anno successivo. In sostanza, il beneficio massimo resta legato alla casa di residenza.
Quali lavori danno diritto alla detrazione
Rientrano nell'agevolazione le spese sostenute nel corso del 2025 per interventi di recupero del patrimonio edilizio, sia sulle singole unità immobiliari, sia sulle parti comuni dei condomini. Questo significa che sono detraibili, ad esempio, lavori di manutenzione straordinaria, ristrutturazione o restauro effettuati negli appartamenti, ma anche opere eseguite su tetti, facciate, scale o impianti comuni.
Sono poi comprese le spese per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati ad abitazioni oggetto di ristrutturazione, così come gli interventi finalizzati alla riqualificazione energetica di edifici già esistenti.
Tra gli interventi ammessi figurano anche quelli sull'involucro dell'edificio, come l'isolamento termico o i cappotto, l'installazione di pannelli solari e la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con sistemi più efficienti. Non mancano poi anche i lavori di messa in sicurezza antisismica nelle zone a maggiore rischio, così come opere più specifiche come l'acquisto di schermature solari o l'installazione di dispositivi multimediali che consentono il controllo da remoto degli impianti domestici.
Come ottenere la detrazione al 50%
Per ottenere la detrazione al 50% sulle spese relative alla prima casa non basta aver sostenuto correttamente i costi: è infatti necessario anche che venga trasmessa una comunicazione che certifichi che l'immobile è adibito ad abitazione principale. In caso di mancata o tardiva comunicazione, nella dichiarazione dei redditi precompilata potrebbe comparire automaticamente la detrazione ridotta al 36%, senza la maggiorazione prevista. Un dettaglio burocratico che può tradursi in una differenza economica significativa. Le nuove disposizioni servono proprio ad aggiornare i tracciati informatici dell'Agenzia delle Entrate, così da consentire una corretta elaborazione della dichiarazione precompilata che sarà disponibile a partire da aprile di quest'anno.
Chi deve inviare la comunicazione quando i lavori riguardano parti comuni
Quando i lavori riguardano le parti comuni di un edificio condominiale, l'adempimento spetta all'amministratore. Sarà infatti lui a dover trasmettere all'Agenzia delle Entrate, entro il 16 marzo 2026, l'elenco dettagliato delle spese sostenute nel 2025 e ripartite tra i singoli condomini. Affinchè un'unità immobiliare venga considerata abitazione principale e possa quindi beneficiare dell'aliquota al 50%, però, è necessario che il singolo condomino abbia comunicato questa informazione entro il 31 dicembre 2025. Senza questa segnalazione preventiva, l'amministratore non potrà indicare correttamente il diritto alla detrazione maggiorata.
Ecobonus, sismabonus e altre novità
In questo contesto, la Manovra ha confermato per il 2026 le aliquote del 36% e del 50% anche per l'ecobonus e il sismabonus. L'ecobonus è destinato agli interventi di efficientemente energetico, come l'installazione di pompe di calore, la sostituzione degli infissi o i lavori di isolamento termico. Il sismabonus, invece, riguarda gli interventi di messa in sicurezza degli edifici situati nelle zone sismiche classificate a rischio 1,2 e 3.
Tra le modifiche più rilevanti va segnalato che il Superbonus è sceso al 65% per le spese sostenute nel 2025, mentre l'aliquota del 110% resta solo in situazioni particolari. Non è stato prorogato il Bonus Verde, mentre è stata introdotta la detrazione al 50% per l'installazione di generatori a gas ad alta efficienza energetica in sostituzione di impianti obsoleti.
Confermato anche il Bonus mobili, che consente una detrazione Irpef del 50% su una spesa massima di 5mila euro per arredi e grandi elettrodomestici collegati a un intervento di ristrutturazione. Si è invece conclusa l'esperienza del bonus barriere architettoniche al 75%, che non è stato più rifinanziato dopo la scadenza del 2025.