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Il caso Cospito

Alfredo Cospito, anarchico al 41 bis, avvocata a Fanpage: “Sciopero della fame non è solo per se stesso”

“Alfredo lotta per un ideale, è molto debilitato”. Maria Teresa Pintus è avvocata dell’anarchico Cospito, da oltre tre mesi in sciopero della fame al 41bis.
A cura di Lisa Ferreli
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«Il 41bis e anarchia, è un ossimoro». È Maria Teresa Pintus, avvocata insieme a Fabio Rossi Albertini di Alfredo Cospito, detenuto da oltre tre mesi in sciopero della fame, a spiegare le condizioni di salute e le motivazioni dietro la protesta del primo anarchico al 41bis. L’anarchico è stato ricoverato nel padiglione del Servizio assistenza intensificata della struttura detentiva milanese di Opera dopo che la medica Angelica Milia aveva sollecitato il trasferimento sostenendo che Cospito fosse a "rischio fibrillazione", in considerazione del suo calo ponderale. «Ha iniziato lo sciopero della fame il 20 ottobre 2022 – spiega l'avvocata – è molto provato, il fisico è abbastanza debilitato e credo che le forze per camminare non ci siano più».

Le ragioni della protesta

«Cospito non sciopera solo per se stesso» prosegue l'avvocata Pintus, chiarendo che la protesta parte dall'idea che «non siano compatibili con la vita umana le condizioni riservate ai detenuti che si trovano al 41bis e per lottare, inoltre, contro l'ergastolo ostativo». Da maggio 22 in regime 41bis, è anche Pintus a sottolineare come «non si tratta di un regime normale, una persona non può reggerlo per tempo, di conseguenza si dovrebbe determinare un termine per il 41bis, a quel punto forse potrebbe essere considerato non più inumano e degradante, non più una sorta di tortura». L'ergastolo ostativo è un rischio: Cospito è accusato dell'attentato contro la Scuola allievi dei carabinieri di Fossano (senza morti o feriti), in merito «la Cassazione ha ritenuto di dover riqualificare il fatto: era stato condannato a 20 anni (è stato citato l'articolo 422 del codice penale ndr) ma per la Cassazione si tratta di attentato "contro la sicurezza dello Stato" (art.285 ndr) punito con l'ergastolo, senza una forbice tra una pena minima e una pena massima».

"Alfredo deve vivere"

La condanna legata all'episodio della scuola di Fossano, vista la richiesta – presentata a luglio 2022 – da parte della Cassazione di riqualificare il fatto, non è quindi definitiva: «il processo – spiega l'avvocata – è sospeso fino alla decisione della Consulta». In merito, la Corte d'Assise d'Appello di Torino ha sollevato la questione di illegittimità costituzionale: se dovesse essere accolta verrebbe meno il rischio di ergastolo. «Alfredo sta lottando per un ideale, dice che la sua vita è uguale a quella di qualunque altro detenuto al 41bis» conclude Pintus, «gli ho detto che deve restare in vita almeno fino alla decisione della Consulta, se lui dovesse morire dal punto di vista giuridico ci sarebbero delle responsabilità, ma dobbiamo pensarla soprattutto dal punto di vista umano: non è possibile che una persona muoia per un ideale e nessuno faccia niente».

La decisione del ministro della Giustizia Nordio 

Intanto, in queste ore, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha respinto l'istanza di revoca del 41bis per Alfredo Cospito. La notifica è arrivata in queste ore sia all'avvocato difensore, Flavio Rossi Albertini, ed è stata confermata anche dal direttore della casa di reclusione Opera, a Milano.

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