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“Caro Jonas: considerando che il tuo Paese ha deciso di non darmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato 8 Guerre e più, non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla Pace, sebbene questa sarà sempre predominante, ma ora posso pensare a ciò che è giusto e giusto per gli Stati Uniti d’America. La Danimarca non può proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbero avere un “diritto di proprietà”? Non ci sono documenti scritti, solo che un’imbarcazione è sbarcata lì centinaia di anni fa, ma anche noi abbiamo avuto imbarcazioni che sono sbarcate lì. Ho fatto più per la NATO di chiunque altro dalla sua fondazione, e ora la Nato dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti. Il mondo non è sicuro se non abbiamo il controllo completo e totale della Groenlandia. Grazie! Presidente DJT”.
Questo è il testo della lettera che il Presidente degli USA ha inviato al premier norvegese. Difficile capire se davanti a questa lettera bisogna sorridere o piangere. Sorridere perché è la lettera di un anziano signore che ha deliri di onnipotenza, piangere perché questo anziano signore è a capo dell'esercito più letale al mondo e possiede i codici per distruggere il mondo in pochi minuti con le bombe atomiche.
La sua fissazione per la Groenlandia non arriva dal nulla, gli Stati Uniti hanno provato a comprarla più volte ma lo hanno fatto quando nel mondo questa pratica era ancora diffusa: nel 1867, dopo aver comprato l'Alaska per 7,2 milioni di dollari dalla Russia e nel 1946, dopo l'occupazione statunitense della stessa Groenlandia concordata con la Danimarca dopo che quest'ultima si era arresa ai nazisti in poche ore. Proprio dopo la Seconda Guerra Mondiale è nato il diritto internazionale per come lo conosciamo oggi e a noi sembra strano che un'isola così grande possa essere comprata perché gli individui hanno diritto all'autodeterminazione e la compravendita non è più stata un'opzione. In questo mondo che cambia sappiamo che quello schema di rapporti diplomatici sta venendo meno e lo stesso Trump sta accelerando questo cambiamento. La sovranità non esiste più e l'assurdità è che siano i sovranisti rottamarla, anche nostrani, che giustificano ogni richiesta assurda di Trump, ogni giorno più assurda, pur di non indispettire il Re Sole contemporaneo, il monarca che tira i fili di un mondo che lui vuole dominare.
La politica estera italiana non è mai stata così succube, nascondendosi dietro il ruolo di pontiera Meloni non detta la linea, la insegue. L'Italia aveva una linea ben definita sul Mediterraneo, sulla Palestina o sul Libano, basti ricordare il rilancio di UNIFIL nel 2006 con D'Alema ministro degli Esteri, oggi invece riceviamo le lettere d'invito al club esclusivo del monarca.
Questa non può essere definita sovranità.
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