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Dopo la manifestazione di sabato a Torino, il governo Meloni ha trovato la tempesta perfetta per parlare di terrorismo ed eversione, giustificando così il nuovo Decreto Sicurezza che verrà votato dopodomani in Consiglio dei Ministri. Quando tra noi addetti ai lavori abbiamo visto che la data del provvedimento era stata fissata al 4 febbraio, il pensiero è stato immediato: arriva subito dopo il corteo di Torino contro lo sgombero di Askatasuana e a soli due giorni dall'inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina. È il momento perfetto per la repressione e per la limitazione dei diritti individuali e collettivi, con un focus specifico sulla libertà di manifestazione.
Quello che è accaduto sabato è l'esempio di una pessima gestione della piazza: migliaia di agenti, elicotteri, droni e una città militarizzata che insieme non sono riusciti a gestire gli scontri qualche decina di manifestanti. Perché è questo che fanno le Forze dell'Ordine: gestire la piazza per evitare che la violenza sia preponderante in una manifestazione, non lanciare lacrimogeni prima di qualsiasi contatto, aumentando in questo modo la tensione.
Askatasuna e la deriva ungherese del governo
Questa situazione è bene ricordarlo è iniziata con lo sgombero del centro sociale Askatasuna, che ha trasformato il quartiere Vanchiglia in una zona blindata dove è stato persino impedito ai bambini di andare a scuola, perché i mezzi delle forze dell'ordine bloccavano il passaggio ai residenti. Un clima di tensione crescente, necessario a innescare quello scontro di piazza cercato da una piccolissima parte dei partecipanti, ma che ha finito per oscurare le 50.000 persone scese in strada per chiedere il ritorno della legalità.
Una legalità intesa in senso opposto a quella del governo: il ritorno a quel percorso di regolarizzazione dell'immobile che il centro sociale stava portando avanti insieme al Comune. Un progetto per dare stabilità a una realtà che non era solo un collettivo politico, ma un riferimento per l'intero quartiere attraverso il doposcuola, lo sport popolare e le attività sociali. Ieri la Procuratrice di Torino ha parlato di associazione a delinquere, un’accusa mossa contro Askatasuna in passato e per la quale sono stati prosciolti i militanti, eppure l'obiettivo politico sembra sia proprio quello di trovare una rete eversiva, attaccando quella che la procuratrice chiama zona grigia della borghesia colta, ovvero chi era in piazza per chiedere il ritorno alla legalità in città.
Invece, si è scelto di aumentare la pressione con le identificazioni preventive per chi arrivava in città, segnando un'ulteriore svolta antidemocratica. È una deriva ungherese che, mese dopo mese, si concretizza attraverso i decreti sicurezza. Ma se c'è una cosa chiara, è che questo modello basato esclusivamente sulla repressione non ci rende più sicuri: ci rende solo tutti più deboli nei nostri diritti.
Oggi Scanner parte da qui.