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Il Giorno della Memoria dovrebbe essere una giornata universale che parte dall’Olocausto subito dagli ebrei europei ma che guardi al mondo intero. Dopo il nazismo e il fascismo avevamo detto «mai più», eppure Gaza, Minneapolis, il Sudan e altri scenari ci raccontano un mondo diverso, dove il sopruso, il massacro genocidario e le retate nelle città ricordano quello che è avvenuto poco meno di un secolo fa. Da un lato il suprematismo giudaico-cristiano dell'asse Netanyahu-Trump, con il resto del sovranismo europeo a fare da cagnolino, dall’altro nazioni che sfruttano conflitti locali come quello in Sudan per il proprio interesse regionale, trasformandoli però in massacri di massa.
Noi italiani siamo gli inventori del fascismo e oggi stiamo commettendo lo stesso errore di un secolo fa: il partito erede del MSI, a sua volta erede del fascismo, è al governo e gestisce il potere con i decreti sicurezza che restringono le maglie delle libertà collettive oltre che individuali. La socialdemocrazia è debole, non solo in Italia. In Germania i post-nazisti di AfD sono il primo partito, in Francia la Fiamma Tricolore stilizza del partito di Le Pen potrebbe vincere le presidenziali, mentre Trump sta praticando la pulizia etnica a Minneapolis per testare la tenuta democratica del suo Paese.
L’inversione di tendenza e il nuovo assetto globale
Non sono incidenti di percorso nella storia della democrazia, sono un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi decenni in un Occidente in crisi economica e di identità che si aggrappa ai movimenti autoritari per mantenere il proprio privilegio. Ci sono potenze in forte ascesa a livello globale e un asse che potrebbe cambiare gli equilibri mondiali: dall'India al Brasile, dal Sud Africa alla Turchia, passando per i Paesi del Golfo e ovviamente arrivando alla Cina, grande competitor degli Stati Uniti a livello globale.
Se la nostra risposta è quella dei fascismi, delle autocrazie che schiacciano le minoranze per distogliere lo sguardo dal declino culturale ed economico, vuole dire che abbiamo già perso. L'Europa politica nasce durante la Resistenza al nazifascismo e prende forma dopo l'Olocausto e gli orrori della seconda guerra mondiale, eppure oggi abbiamo al governo chi dimentica di citare le leggi razziali italiane e il ruolo del fascismo, perché strizza l’occhio ai nostalgici e soprattutto non ha mai preso davvero le distanze da quella storia politica.
Avevamo detto «mai più», eppure oggi siamo in un piano inclinato dove stiamo scivolando verso un mondo che somiglia sempre più a quello di un secolo fa.