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Eversione e terrorismo: sugli scontri di Torino il governo aveva un film già scritto

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L'informativa del Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi alla Camera sui fatti di Torino delinea una linea politica netta: il Viminale accusa chi ha manifestato pacificamente di essere connivente con i violenti e attacca duramente il centrosinistra, colpevole di non aver preso abbastanza le distanze. Sembra un racconto a senso unico, un film già scritto che ha avuto il suo culmine nella foto della Premier Meloni con il poliziotto ferito, parlando subito di tentato omicidio. Eppure, il fatto che l'agente sia tornato in servizio dopo poche ore stride con la gravità dell'accusa formulata, nonostante l'aggressione sia avvenuta realmente.

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Eversione e paradossi della maggioranza

C’è qualcosa che non torna nel racconto che mette al centro il terrorismo. Per parlare di terrorismo serve un’organizzazione strutturata che voglia sovvertire l'ordine democratico. È paradossale che queste accuse arrivino da una maggioranza che ha legami mai del tutto chiariti con la destra eversiva. Penso al Presidente del Senato e alla sua storia nel MSI, o alla Presidente della Commissione Antimafia e ai suoi rapporti con esponenti dei NAR condannati per la strage di Bologna come Luigi Ciavardini. 

Allargando lo sguardo sui movimenti neofascisti proprio la scorsa settimana, esponenti di movimenti neofascisti sono stati invitati alla Camera da un deputato della Lega. Mentre si grida al terrorismo per una piazza, si ignora che negli ultimi dieci anni diverse inchieste hanno portato al sequestro di veri arsenali in mano a gruppi che si richiamano al fascismo. Di queste indagini si parla poco, perché non servono a colpire politicamente l'opposizione.

Il Decreto Sicurezza e il richiamo agli anni '70

Questo "film", che ripesca parole e immagini degli anni '70, serve a preparare il terreno per l'approvazione del decreto sicurezza. Il provvedimento è slittato di un giorno solo per mancanza di accordo interno alla maggioranza, ma la direzione è chiara.

L'obiettivo è usare gli scontri di Torino per giustificare una norma che stringe le maglie del controllo, trasformando un problema di ordine pubblico in un'arma di pressione politica. Il fascismo in Italia sarebbe ancora vietato, essendo stato la base di una dittatura che ha prodotto leggi razziali e morti in carcere, ma oggi questa memoria sembra sbiadita di fronte alla necessità di approvare nuove leggi repressive.

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Il podcast daily di Valerio Nicolosi per Fanpage.it: ogni mattina alle 7, una finestra sul mondo per capire cosa davvero sta accadendo. Politica estera, conflitti internazionali, migrazioni, politica interna e tematiche sociali raccontate dal giornalista con chiarezza e approfondimento. Con la voce di esperti e reportage direttamente dal campo - Palestina, Ucraina, Mediterraneo, Africa, Stati Uniti, America Latina e molto altro - SCANNER porta le storie dove accadono, per offrirti ogni giorno un’informazione completa, immediata e dal vivo.

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