Rush Hudson Limbaugh è uno degli opinionisti di riferimento della destra conservatrice statunitense e pochi giorni fa, commentando in radio l'operato di Papa Francesco, lo ha accusato di essere un "marxista". Limbaugh si riferiva in particolar modo al documento papale Evangelii Gaudium: "È triste, incredibile. Il Papa ha scritto, in parte, sui mali intrinseci del capitalismo. È triste perché fa capire che non sa di cosa parla, quando si tratta di capitalismo e socialismo". Poi ha duramente rincarato la dose: "Io sono stato varie volte in Vaticano: non esisterebbe, senza tonnellate di soldi. Ma a parte ciò, qualcuno ha scritto questa roba per lui, o gliel’ha fatta arrivare. È puro marxismo, che esce dalla bocca del Papa. Capitalismo senza limiti? Non esiste da nessuna parte. Il capitalismo senza limiti è una frase socialista per descrivere gli Stati Uniti. Senza limiti, non regolati". Successivamente, dopo aver tessuto gli elogi del capitalismo e duramente condannato il socialismo, l'opinionista americano ha affermato: "La Chiesa cattolica americana ha un bilancio annuale da 170 miliardi di dollari. Penso sia più di quello che la General Electric incassa ogni anno. La Chiesa è il principale proprietario edile a Manhattan. Voglio dire: hanno un sacco di soldi. Raccolgono un sacco di soldi. Non potrebbero operare come fanno, senza un sacco di soldi".

Nel mirino di Limbaugh e di una cospicua fetta dell'america conservatrice il documento redatto da Papa Francesco e presentato il 25 novembre scorso. Nell'Evangelii Gaudium, in effetti, il santo Padre mina alle radici ideologiche del capitalismo, dedicando critiche durissime alla finanza, al dominio dei mercati sulla politica e alla crisi dei debiti. Francesco in effetti non ha usato mezze misure. "Le ideologie che difendono l’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria – scrive – hanno creato un mondo dove i guadagni di pochi crescono esponenzialmente e quelli della maggioranza si collocano sempre più distanti dal benessere della minoranza felice". In questo quadro si sono sviluppati "una corruzione ramificata e un’evasione fiscale egoista, che hanno assunto dimensioni mondiali e una brama del potere e dell’avere senza limiti che tende a fagocitare tutto". Ciò ha prodotto veri e propri disastri: "Qualunque cosa che sia fragile, come l’ambiente, rimane indifesa rispetto agli interessi del mercato divinizzato, trasformati in regola assoluta". Quale è la soluzione? Serve "una riforma finanziaria che non ignori l’etica". Ma per farla – scrive Papa Francesco – c’è bisogno "di un vigoroso cambio di atteggiamento da parte dei dirigenti politici, che esorto ad affrontare questa sfida con determinazione e con lungimiranza, senza ignorare, naturalmente, la specificità di ogni contesto. Il denaro deve servire e non governare!".