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Tra accise e il nuovo ministro del Turismo: il governo Meloni fa di tutto per galleggiare

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Quella di oggi è stata una giornata particolarmente impegnata per il governo. Perché in Consiglio dei ministri è stato prorogato per un altro mese il taglio delle accise, per far fronte agli aumenti dei prezzi dei carburanti. E poi è anche stato nominato il nuovo ministro del Turismo, dopo le dimissioni forzate di Daniela Santanché, che si chiama Gianmarco Mazzi e fino a stamattina era sottosegretario alla Cultura.

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La proroga del taglio delle accise

Partiamo dalla prima notizia. Questa misura, che durerà fino al primo maggio, prevede la proroga della riduzione delle accise per – prendendo in prestito le parole del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti – “tamponare la situazione”. Giorgetti ha sottolineato che l’aumento è dovuto alla situazione geopolitica – cioè alla guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, che ha comportato la chiusura dello stretto di Hormuz, da cui passa un quinto del commercio di petrolio globale – e ha messo in conto che serviranno altre misure, che si delineeranno nel tempo, per far fronte a una situazione oggettivamente complicata.

Per prorogare il taglio delle accise ci sono voluti 500 milioni di euro, di cui 200 sono stati facilmente reperibili perché derivano dall’aumento del gettito Iva. Mentre gli altri 300 milioni sono stati presi recuperando risorse Ets, ha spiegato il ministro, che non erano state ancora utilizzate. Nel concreto si tratta di una riduzione di poco più di 20 centesimi al litro, per la precisione 24,4 centesimi. Un cerotto, chiaramente, che non risolve una situazione di difficoltà e di instabilità destinata a durare ancora a lungo. Tanto che Giorgetti ha anche ipotizzato che a livello europeo si potrebbe portare una riflessione per sospendere il Patto di stabilità. Cioè congelare quel paletto del 3% del deficit, consapevoli che per affrontare una crisi economica di questa portata i governi dovranno attingere alle proprie casse, in modo da mitigarne gli effetti sui cittadini. Come era già accaduto, ad esempio, con la pandemia e la guerra in Ucraina.

Il terremoto politico

Ma i guai della maggioranza non si fermano alla gestione di questa crisi energetica ed economica. C’è anche il terremoto sul piano politico. Giorgia Meloni sta facendo il possibile per evitare un rimpasto rumoroso, che la costringerebbe ad andare prima al Colle e poi a chiedere una nuova fiducia sulla sua squadra in Parlamento. Sempre che si riesca ad evitare il voto anticipato. La presidente del Consiglio prova ad andare dritta per la sua strada e, dopo aver assunto lei stessa per qualche giorno le deleghe ad interim per il Turismo, oggi ha nominato Gianmarco Mazzi, uomo di Fratelli d’Italia che fino a ieri ricopriva la carica di sottosegretario alla Cultura.

Nei giorni scorsi era circolata l’ipotesi che Meloni si potesse tenere la delega almeno fino alla fine di questa tempesta politica, ma dopo aver messo in agenda un’informativa in Parlamento sulla situazione, probabilmente ha ritenuto più saggio accelerare e riempire la casella vuota prima di Pasqua. E così stamattina ha accompagnato Mazzi al Colle per il giuramento da ministro.

Chi è Gianmarco Mazzi

Mazzi è stato a lungo associato al festival di Sanremo, dove ha ricoperto diversi incarichi di direzione artistica una ventina d’anni fa. Già dagli anni Ottanta lavorava con diversi cantanti e nomi noti nel mondo della musica, negli ultimi anni poi ha occupato altri ruoli di dirigenza artistica ad esempio per la società che gestisce l’arena a Verona, sua città natale. E infine, più recentemente, ha optato per la carriera politica.  Nel 2022 si è candidato alla Camera con Fratelli d’Italia ed è stato eletto, per poi entrare prima in commissione Cultura e poi essere nominato sottosegretario al ministero.

Tutti i problemi di Giorgia Meloni

Risolto il problema del ministero del Turismo, però a Meloni restano tutti gli altri. Quello di come rimpiazzare Delmastro e Bartolozzi al ministero della Giustizia, il caso di Piantedosi e la relazione con la giornalista Claudia Conte che ha ricoperto diversi incarichi legati al Viminale e su cui le opposizioni chiedono chiarezza, così come le battaglie interne a Forza Italia, dove la famiglia Berlusconi chiede un cambio di passo che è tutto il contrario della stabilità che servirebbe all’esecutivo in questo momento.

La prossima settimana sarà decisiva. Prima ci sarà l’informativa in Parlamento del ministro Crosetto sul caso della base militare di Sigonella e il divieto di atterraggio al cacciabombardiere statunitense. E poi sarà la volta di Meloni in persona. Da qui a quel giorno tutto può ancora succedere.

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