PODCAST

Il caso di Piantedosi e Claudia Conte potrebbe dare il colpo di grazia al governo Meloni

Immagine
Audio wave

Segui Nel caso te lo fossi perso.
Ascolta la notizia più importante del giorno.

Immagine

Se Giorgia Meloni ce la stava mettendo tutta a evitare il rimpasto, puntando solo a qualche cambiamento chirurgico dopo la raffica di dimissioni nel governo, sicuramente non avrà preso bene la notizia di questa presunta relazione tra il ministro Piantedosi e la giornalista Claudia Conte. Perché potenzialmente siamo di nuovo davanti a un caso, come quello che ha travolto l’ex ministro Sangiuliano, che potrebbe creare problemi a tutto il governo.

Ti è piaciuto questo episodio di NEL CASO TE LO FOSSI PERSO?

Andiamo con ordine. Ieri mattina in un podcast del sito Money.it c’era ospite Claudia Conte, giornalista di 34 anni che non solo si occupa di temi molto cari alla destra, come la sicurezza, le periferie, il degrado. A intervistarla c’era Marco Gaetani, volto di Atreju sui social, social media strategist di Fratelli d’Italia, dirigente del partito nel leccese e persona molto vicina alle sorelle Meloni. E, a un certo punto, le rivolge una domanda: le chiede se è vero quello che si vocifera nei salotti della politica, cioè che avrebbe una relazione con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Che, per la cronaca, è sposato da molti anni con Paola Berardino, prefetto a Grosseto.

Claudia Conte e la presunta relazione con Piantedosi

Ma quelli sono fatti privati, il problema è la questione del conflitto di interessi. Perché nel momento in cui Claudia Conte risponde che in effetti non può negare questa relazione, cominciano le ricerche su di lei. Ed emergono le numerose consulenze e gli  incarichi istituzionali degli ultimi anni. Tanti dei quali legati, in un modo o nell’altro, al Viminale.

Ad esempio, un mese e mezzo fa è stata nominata – a titolo gratuito – consulente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla sicurezza e il degrado nelle periferie. Tra il 2023 e il 2024 ha moderato una serie di tavole rotonde della scuola di polizia, con un gettone di oltre 200 euro ad evento. Oppure, nell’estate del 2024 ottiene la conduzione di una trasmissione su Rai Radio 1 – La Mezz’Ora Legale – con un contratto da 180 euro a puntata.

Un nuovo caso Sangiuliano?

Insomma, in molti si sono chiesti se non fossimo davanti a un caso come quello che c’era stato tra Maria Rosaria Boccia e l’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Piantedosi da parte sua nega. Sulla relazione per ora dal Viminale sono arrivati solo “no comment”, ma oggi è stato diffuso un comunicato in cui si fa sapere che il ministro ha già dato mandato a un legale perché “non ci sono mai stati favoritismi, incarichi, favori o interessamenti nei confronti di nessuno e chi sostiene il contrario ne risponderà nelle sedi competenti”.

Se ci sia stato uno scenario di conflitto di interessi è una domanda. Ma la seconda, altrettanto importante, è chi abbia voluto far uscire la cosa e perché. L’intervistatore è comunque un personaggio legato a Fratelli d’Italia e secondo quello che racconta oggi il Corriere della Sera, ai vertici del partito avrebbe spiegato che sia stata la stessa Conte a dargli istruzioni sulla domanda in merito alla presunta relazione. C’è allora chi ha fatto notare che tra le numerosissime foto da lei pubblicate sui suoi profili social – che la ritraggono in compagnia di altrettanto numerose figure apicali, fino al Papa, per capirci – ce ne siano diverse insieme ai vertici della Lega.

Le teorie sui complotti sul Viminale

Che si tratti, allora, di un tentativo di fare fuori Piantedosi per spianare la strada per un ritorno di Matteo Salvini al Quirinale? Dalla Lega smentiscono. Cioè, ammettono che sì, il leader del Carroccio non ha mai nascosto le sue ambizioni di poter tornare un giorno al ministero dell’Interno, ma chiariscono che questi non sono i loro metodi, che non cercherebbero un rimpasto di governo con queste modalità, buttandosi sulle vicende personali e usando il gossip per far cadere ministri. Ieri Piantedosi avrebbe anche visto Salvini al ministero dei Trasporti e se ne sarebbe uscito con una colomba pasquale, un simbolo di pace. Esce anche una nota della Lega che assicura “totale stima” e vicinanza a Piantedosi e chiarisce che il partito “non chiede modifiche alla squadra di governo”.

Da Fratelli d’Italia trapelano versioni simili: nessun complotto ai danni di Piantedosi, perdere un altro ministro è l’ultima cosa che vuole Meloni in questo momento. Però è chiaro che tutta questa vicenda ha dei contorni perlomeno sospetti. E ricorda moltissimo, appunto, quella di Sangiuliano e Boccia. E proprio Maria Rosaria Boccia ha commentato la vicenda in un’intervista con il Fatto Quotidiano, dicendo che è “poco elegante che questioni personali vengano affidate a interviste pubbliche, soprattutto quando una delle persone coinvolte ricopre un ruolo istituzionale”.

Boccia ha anche negato le similitudini con la sua storia, perché lei – ha detto – non è mai andata in trasmissioni o ha rilasciato interviste per raccontare la sua vita privata. E poi, avrebbe iniziato a lavorare nelle istituzioni ben prima di conoscere l’ex ministro. In passato, va precisato, Claudia Conte aveva parlato della vicenda Boccia-Sangiuliano, dicendo che svilisse tutte le donne, perché avrebbe fatto aumentare i pregiudizi e gli stereotipi sulle arrampicatrici sociali pronte a tutto per emergere.

Si avvicina il rischio rimpasto

Guardando le agende istituzionali, i diretti interessati continuano a fare come se nulla fosse accaduto. Ma in realtà tutto può succedere tra qui e la prossima settimana, quando Giorgia Meloni tra le altre cose andrà anche in Parlamento a riferire sulle turbolenze che hanno investito il suo governo dopo il referendum. Se anche Piantedosi dovesse saltare, sarebbe il quarto ministro a cambiare dall’inizio del governo, dopo Gennaro Sangiuliano, dimessosi appunto per lo scandalo Boccia, Daniela Santanché,  travolta dai guai giudiziari, e Raffaele Fitto, che se ne è andato a fare il commissario europeo e forse è stato meglio così. E poi c’è anche tutta la partita dei sottosegretari, perché anche tra le loro fila Meloni ha perso un po’ di pedine. Alcune, come Giorgio Sili agli Esteri e Massimo Bitonci alle Imprese, sono venute meno per incompatbilità con altre cariche elettive, subentrate in un secondo momento. Ma poi ci sono anche i casi di Augusta Montaruli, Vittorio Sgarbi e, in ultimo, Andrea Delmastro, dove si sono messi di mezzo guai giudiziari e politici.

Insomma, ogni giorno che passa, l’ipotesi di perlomeno un Meloni bis sembra sempre più vicina.

Se questo contenuto ti è piaciuto, clicca su "segui" per non perderti i prossimi episodi.

Se vuoi accedere ad altri contenuti esclusivi e sostenere il nostro lavoro, abbonati a Fanpage.it!

Immagine

Segui Nel caso te lo fossi perso.
Ascolta la notizia più importante del giorno.

Immagine

Il Podcast daily per i Sostenitori di Fanpage.it che, ogni giorno, fa il punto sulla notizia più importante del momento, quella da non perdere, per aprire gli occhi sul mondo. L’appuntamento è dal lunedì al venerdì alle 18.00, con la nostra giornalista, Annalisa Girardi.

[Altro]
api url views
Ascolta la notizia più importante del giorno.
Crea un account su Fanpage.it ed inizia a seguire Nel caso te lo fossi perso
Immagine
Immagine

Nel caso te lo fossi perso