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Ylenia Musella, il fratello tra le lacrime: “Ho lanciato il coltello, credevo che non l’avrei colpita”

Giuseppe Musella, per 4 ore davanti al gip, ha ribadito la sua versione: avrebbe lanciato il coltello dopo aver visto il cane ferito; la lama ha raggiunto la sorella Jlenia alla schiena, uccidendola.
A cura di Nico Falco
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Ylenia e Giuseppe Musella
Ylenia e Giuseppe Musella

Dopo il litigio con la sorella sarebbe andato in bagno ma avrebbe sentito il cane che guaiva dalla strada e, capendo che la ragazza lo stava picchiando, sarebbe uscito e le avrebbe lanciato contro il coltello, convinto che non l'avrebbe colpita. È la versione che, tra le lacrime, ha detto davanti al gip Giuseppe Musella, sottoposto a fermo con l'accusa di omicidio volontario per la morte di Ylenia (all'anagrafe Jlenia), 24 anni.

Tragedia avvenuta lo scorso tre aprile tra i palazzoni del parco Conocal, quartiere Ponticelli, periferia Est di Napoli; al ferimento mortale avrebbe assistito anche un testimone oculare.

"Non pensavo che l'avrei mai presa"

Mentre l'avvocato Leopoldo Perone, che lo assiste insieme al collega Andrea Fabbozzo, gli spiegava del processo che lo attendeva, Musella ha risposto: "Che me ne frega del processo? Non vedrò più mia sorella". Oggi il ragazzo, per quattro ore davanti al gip, ha raccontato la stessa versione che aveva già dato agli inquirenti la notte in cui si è presentato in Questura per costituirsi.

Dopo diversi battibecchi nella stessa giornata ci sarebbe una lite in cui i due sarebbero arrivati anche alle mani. La causa sarebbe stata la pipì del cane: Ylenia l'avrebbe raccolta con uno straccio che avrebbe poi strizzati sul letto del fratello, che quel giorno era malato e stava dormendo. Ci sarebbe stata la zuffa, poi la ragazza sarebbe uscita di casa e Musella avrebbe sentito il cane guaire; uscendo a sua volta, avrebbe visto l'animale e una macchia di sangue.

"Stavo incazzato nero – ha detto al gip – stava lontano, non pensavo che l'avrei mai presa". Avrebbe usato un pesante coltello da cucina. Il cane sarebbe stato allontanato da un amico. Quando il ragazzo si è accorto di avere ferito gravemente la sorella, l'avrebbe caricata in auto insieme alla madre e, in sei persone, l'avrebbero portata al Pronto Soccorso di Villa Betania, dove Ylenia è deceduta.

Dopo aver saputo della morte della sorella, Musella si sarebbe allontanato dall'ospedale, non per scappare ma perché sconvolto, per poi presentarsi alla Polizia poco prima della mezzanotte in compagnia dell'avvocato Fabbozzo.

Oggi l'autopsia sul corpo di Jlenia Musella

Oggi è stato conferito l'incarico per l'autopsia, che sarà fondamentale per riscontrare la versione fornita da Giuseppe Musella: l'esame dovrà stabilire se il fendente è stato uno solo e se il tipo di ferita è compatibile con la dinamica raccontata, ovvero quella del lancio da una distanza di quattro o cinque metri, o se, al contrario, il colpo è stato inferto impugnando il coltello.

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