La fabbrica Whirlpool di via Argine a Napoli resta chiusa, nonostante il volume d'affari a sorpresa sia in netto miglioramento. Lo denunciano i sindacati Fim, Fiom e Uilm in una nota congiunta, annunciando anche per venerdì 9 aprile, alle 10.30, un'assemblea aperta a piazza del Plebiscito, nel cuore di Napoli a due passi dalla Prefettura e soprattutto non distante da Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania.

L'obiettivo resta quello di ottenere un intervento da parte della classe politica, e soprattutto da parte del Governo, per salvare lo stabilimento ed il lavoro di centinaia di famiglie napoletane che lavorano all'interno del sito di via Argine, nel quartiere orientale di Ponticelli. "L'azione di chiusura del sito di Napoli", spiegano i sindacati, "risulta ancora più odiosa e ingiustificabile, alla luce del quadro generale di miglioramento del mercato degli elettrodomestici", denunciano i sindacati in un nota, che chiedono la riapertura della produzione. "Non è tollerabile un utilizzo mirato degli ammortizzatori sociali né a discapito dei lavoratori con ridotte capacita lavorative, per cui si chiede la costituzione di postazioni idonee, né per gli impiegati degli staff, per cui si chiede la ricollocazione interna", aggiungono Fim, Fiom e Uilm, che attaccano anche il governo che a loro dire ha avuto "un comportamento di imperdonabile indifferenza", così come "la direzione aziendale ha tenuto un atteggiamento di sostanziale chiusura". Confermata ancora una volta la richiesta di pagamento di tutti i ratei, compresi quelli del premio di risultato, e di una integrazione al reddito per tutti coloro che sono posti in cassa a zero ore.