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Voto di scambio, appello della Dda al Riesame su Pietro Diodato ex consigliere regionale di destra in Campania

A Diodato contestati voto di scambio politico-mafioso e turbativa d’asta per una casa pignorata a Pianura.
A cura di Redazione Napoli
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Pietro Diodato
Pietro Diodato

La Procura antimafia di Napoli ha impugnato la decisione del tribunale che aveva negato misure cautelari per indagati ritenuti legati al clan Contini. Tra le 31 persone coinvolte figura anche l'ex consigliere regionale della Campania Pietro Diodato, 66 anni, già esponente di Fratelli d'Italia, espulso dal partito di Giorgia Meloni nel 2021. L'istanza arriva dopo la decisione del gip Fabrizia Fiore di non accogliere la richiesta avanzata dai pubblici ministeri.

L'inchiesta, avviata all’inizio di marzo, ha già portato all'esecuzione di trentanove arresti in carcere da parte delle forze dell'ordine. A Diodato vengono contestati i reati di voto di scambio politico-mafioso e turbativa d'asta aggravata. Secondo l’accusa, per quanto riguarda il voto di scambio, l'ex consigliere regionale e comunale si sarebbe accordato con altre tre persone, tra cui il referente della cosca nella zona del Vasto, per ottenere voti in occasione delle elezioni regionali della Campania del 20 e 21 settembre 2020. L'accusa di turbativa d'asta, riferita al 6 ottobre 2020, viene contestata in concorso con gli stessi soggetti e riguarda la vendita all'asta di un'abitazione pignorata a Diodato nel quartiere Pianura di Napoli.

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