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22 Settembre 2022
19:00

Vi racconto la mia vita di napoletana e mamma in una città che non funziona

Lettera di una giovane mamma napoletana: “Mi lamentavo del precedente sindaco definendolo uno che pensava soltanto a curare le zone turistiche… beh, ora lo rimpiango”
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Mariagrazia è una  mamma e una creatrice di contenuti digitali. Ha 27 anni, ma ed è napoletana. Ha scritto a Fanpage.it Napoli per raccontare la sua percezione della città da giovane madre. È una di quelle disamine che Gaetano Manfredi, sindaco da ormai un anno, dovrebbe leggere con attenzione.

Ho trascorso tutta l'estate a guardare la mia città e mi sono chiesta: "dov'è il sindaco?", perché Napoli è completamente abbandonata a se stessa. Mi lamentavo del precedente sindaco definendolo uno che pensava soltanto a curare le zone turistiche… beh, ora lo rimpiango.

Non ho mai, e sottolineo mai, visto nella mia vita tutta la città completamente in disordine e nel puro caos. Forse c'è solo un posto che si salva tra tutti: Capodimonte. E da quando c'è il sindaco Manfredi ho visto un solo cambiamento: carro-attrezzi ovunque.

Il lungomare è tutto trasandato, topi e scarafaggi che ne fanno da padroni, piante ed alberi che non hanno le giuste attenzioni.

Il centro storico fa pena, lavori in corso in ogni dove (e lo sappiamo bene quanto durano i nostri ‘lavori in corso'). Non può piovere 5 minuti che è già tutto allagato. E non voglio aprire il capitolo "periferie" perché se le zone turistiche sono in questo stato c'è solo da immaginare quello che si trova nei quartieri di questa città.

E poi devo per forza parlare anche di questo: sanità pietosa. Ho un figlio di 3 anni, nato con una gastroschisi, e che ha dovuto subire determinate cure per circa i primi 3 mesi di vita, e queste hanno lasciato delle conseguenze.

Ha dei ritardi mentali che non sono molto preoccupanti, ma potrebbero diventarlo se vengono trascurati. Il neuropsichiatra dell'ASL gli ha prescritto logopedia e psicomotricità.

Ho registrato mio figlio in 4 centri riabilitativi e tutte e quattro hanno file che possono superare i 50/100 pazienti in attesa. Ho la fortuna di poter (ancora, perché stiamo sotto il cielo) pagare la terapia di psicomotricità privata, 150 euro per 5 sedute… e se non potessi permettermelo?

Se un giorno non potessi più pagargli queste sedute, cosa dovrò fare? Se mio figlio riporterà le conseguenze della mia povertà cosa dovrò fare? Sentirmi in colpa e basta. Sentirmi abbandonata e basta.

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