Sorpreso a vendere alcolici a minorenni: chiuso un bar di Chiaia, nel cuore della movida partenopea. Lo ha disposto la Questura di Napoli, dopo la scoperta fatta dagli agenti di polizia del commissariato di San Ferdinando. Il provvedimento è stato adottato con particolare durezza (trenta giorni di sospensione) anche perché il locale era recidivo: già prima della pandemia, infatti, lo scorso febbraio si era scoperto che vendesse alcolici ai minori senza neppure chiederne i documenti.

Il locale si trova in vicoletto Belledonne a Chiaia, una delle strade più trafficate della movida partenopea e cuore pulsante della città, ricco di locali e bar dove tantissimi giovani e meno giovani si recano quasi quotidianamente per aperitivi e serate. Qui, nel locale in questione il titolare e una dipendente sono stati sorpresi a servire bevande alcoliche non solo a 16enni, ma perfino a 13enni e 14enni. Per loro è scattata così la denuncia per  somministrazione di bevande alcoliche a minori, mentre per il locale è scattata la sospensione per trenta giorni.

A febbraio, stessa sorte: dopo un episodio analogo era scattata la sospensione della licenza per sette giorni, decisa tuttavia soltanto a giugno visto che di lì a poco era scoppiata la pandemia mondiale che aveva portato alla chiusura forzata di tutte le attività fino a maggio. Anche in quell'occasione, il titolare ed una dipendente erano stati sorpresi a vendere alcolici ad un minore, e a giugno era scattata così la sospensione per sette giorni. La somministrazione di bevande alcoliche a minori può portare ad una multa fino a 2.500 euro se il minore è tra i 16 ed i 17 anni: ma nel caso di minorenni sotto i 16, come nel caso del 13enne e della 14enne, si rischia la reclusione fino ad un anno.