Maurizio Cerrato e la figlia
in foto: Maurizio Cerrato e la figlia

"Gli investigatori devono fare le cose per bene. Non voglio che siano arrestati per poi vederli fuori dopo due giorni. Anche io sono in ansia, ma voglio la certezza che vengano presi tutti ed essere sicura che dopo buttino le chiavi".  Lo ha detto Tania Sorrentino, la moglie di Maurizio Cerrato, il 61enne ucciso per un parcheggio a Torre Annunziata (Napoli). Vicenda che appare definita nei contorni, ma ancora ancora molti aspetti da chiarire: se da un lato sono stati identificati i 5 che hanno preso parte dell'agguato, non è ancora stato stabilito chi ha materialmente sferrato il fendente mortale e non sono state emesse misure cautelari.

La donna è stata raggiunta telefonicamente da una inviata della trasmissione di Rai 1 "La vita in diretta". "Chi ha sbagliato deve pagare realmente, non per finta – ha detto, con la voce rotta dalle lacrime – aspetto che vengano fatte tutte le opportune indagini. Mia figlia se lo è visto morire davanti, è una cosa che una ragazza di 20 anni non supererà mai più. Lui l'ha guardata e se n'è andato, è una cosa che lei non potrà mai superare. Abbiamo una bimba di 7 anni che non lo accetta. Un'efferatezza contro una persona che non buttava nemmeno le chewing gum a terra non non far morire gli uccellini…".

Maurizio ucciso per un posto auto occupato abusivamente da 12 anni

Stando a quanto ricostruito, anche grazie alle dichiarazioni della figlia, la sera del 19 aprile l'uomo sarebbe intervenuto per difendere la ragazza durante una discussione nata per un posto auto. La giovane aveva infatti parcheggiato davanti a un'abitazione, in un tratto di strada che una famiglia teneva occupato con delle sedie da 12 anni, come mostrano le foto di Google; per ritorsione le avevano squarciato uno pneumatico. La ragazza e il padre si erano spostati nel piazzale di un vicino garage privato dove, ha raccontato ancora la ragazza, erano stati raggiunti da alcune persone e una di queste aveva accoltellato il 61enne al petto.

L'arcivescovo Battaglia: "Per Maurizio dolore e indignazione"

L'arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, parla di "dolore e indignazione" commentando la tragica vicenda di Maurizio Cerrato. "L'indignazione – dice – è per il perpetuarsi di delitti, violenze, soprusi sanciti da un abusivo codice del diritto in virtù del quale un manipolo di prepotenti si permette di condannare chi giorno per giorno, con semplicità e senso del dovere, cerca di vivere la propria vita, nel rispetto della sana e santa convivenza umana e civile. Il dolore diventa suffragio per l’anima di Maurizio e compassione per la sua famiglia e per l'intera comunità di Torre Annunziata. Alla famiglia la nostra vicinanza e il nostro impegno".

"L'umana pietà non può bastare e non rende giustizia a una vittima innocente – continua Battaglia – è doveroso riconoscere nella vittima un padre impegnato a soccorrere senza fare violenza. La Speranza però non può venire meno. La speranza nelle Istituzioni, che sono chiamate a fare la loro parte, vincendo la tentazione del facile consenso, la speranza nella società civile perché non ceda a forme di arrendevolezza o peggio ancora di atteggiamenti omertosi, la speranza nella comunità ecclesiale e perché non ceda al
pessimismo, ma inviti ad ancorare sempre più la fede in Gesù che è capace di fare nuove tutte le cose. In questo momento così grave, affidiamoci alla nostra Madre perché asciughi le nostre lacrime e colmi il nostro cuore di consolazione".