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Ucciso a colpi di pistola in faccia, dopo 15 anni 4 arresti per agguato a Pozzuoli

I carabinieri hanno eseguito una ordinanza per i presunti mandanti ed esecutori dell’omicidio di Carmine Campana, ucciso nel 2010 a Pozzuoli nella faida tra i Pagliuca e i Beneduce.
A cura di Nico Falco
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Lo avevano affrontato per strada e lo avevano ucciso con una serie di colpi di pistola, sparati al volto. Un modo per essere sicuri di ammazzarlo, ma anche di fare scempio del suo corpo. A distanza di 15 anni, sono arrivati quattro arresti per la morte di Carmine Campana, vittima di un agguato a Giugliano in Campania, in provincia di Napoli.

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, è stata eseguita dai carabinieri di Pozzuoli questa mattina, 16 febbraio; nel corso delle indagini sono stati identificati mandanti ed esecutori ed è stato ricostruito il contesto di quell'agguato, che si inquadrerebbe in una delle feroci faide che hanno visto, negli scorsi anni, contrapposti due gruppi criminali. In questo caso, a contendersi il territorio, ovvero il controllo degli affari illeciti a Pozzuoli, in provincia di Napoli, erano il clan Beneduce e il clan Pagliuca.

Campana, secondo le ricostruzioni, sarebbe stato legato ai Beneduce mentre i responsabili dell'omicidio ai Pagliuca. Gli indagati, accusati di essere mandanti ed esecutori di quell'omicidio; sono gravemente indiziati dei reati di omicidio premeditato nonché di detenzione e porto illegali di arma comune da sparo, delitti aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il clan camorristico Pagliuca.

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