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17 Agosto 2020
9:51

Uccide la moglie e inscena il suicidio, arrestato 63enne a Giugliano

Un uomo di 63 anni, Gennaro De Falco, di Lago Patria (Napoli) è stato arrestato per l’omicidio della moglie, Romana Danielova: il 12 luglio aveva allertato 118 e carabinieri dicendo di averla trovata impiccata nel salotto della loro abitazione ma l’autopsia ha confermato che la donna è morta per strangolamento. I sanitari, durante il primo intervento, avevano notato dei segni sul collo.
A cura di Nico Falco
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Alle forze dell'ordine aveva raccontato di essersi svegliato e di avere trovato la moglie morta, impiccata nel salotto della loro abitazione. Ma già quando erano arrivati i sanitari c'erano stati dei sospetti: il cordino delle tende non avrebbe potuto reggere il peso e sul collo della donna c'erano dei segni che facevano pensare a uno strangolamento. A distanza di circa un mese, sono scattate le manette per Gaetano De Falco, 63enne di Lago Patria: accusato di omicidio di Romana Danielova, 55 anni, originaria della Repubblica Ceca, è stato rinchiuso in carcere in esecuzione di una ordinanza applicativa della custodia cautelare.

L'episodio risale allo scorso 12 agosto. A chiamare il 118 e i carabinieri era stato lo stesso 63enne, spiegando che la moglie, che a suo dire già soffriva di squilibrio mentale, si era impiccata mentre lui dormiva e che l'aveva trovata già senza vita. Già dal primo sopralluogo i carabinieri di Giugliano avevano però notato che qualcosa non quadrava; in particolare, il cordino con cui la donna si sarebbe impiccata era troppo sottile per non cedere sotto il peso del corpo. La prima visita aveva poi evidenziato la presenza di segni sul collo. Dalle successive indagini è poi emerso  che tra i due c'erano stati frequenti e accesi litigi, dovuti a dissidi economici legati alla gestione di un centro medico; la donna era titolare del Centro Oftalmico Internazionale Soviet di Lago Patria, in via Staffetta. L'autopsia ha confermato il sospetto: la donna non era morta per impiccagione ma per strangolamento preceduto da una colluttazione.

Il 63enne, ritenuto gravemente indiziato dell'omicidio, è inoltre indagato per lesioni personali gravi a una donna, medico del 118, intervenuta quel giorno nell'abitazione: l'aveva aggredita perché, a suo dire, era responsabile di non avere predisposto alcuni giorni prima un TSO per la moglie che, sempre secondo il racconto dell'uomo, aveva manifestato segni di squilibrio mentale.

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