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Bambino morto dopo il trapianto del cuore danneggiato

Trapianto fallito al Monaldi, l’avvocato: “Il cuore di Domenico espiantato prima che arrivasse il nuovo”

Il legale della famiglia sostiene che al piccolo Domenico il cuore sia stato espiantato con troppo anticipo, rendendo inevitabile l’impianto dell’altro organo nonostante fosse danneggiato.
A cura di Nico Falco
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Il piccolo Domenico in braccio alla madre
Il piccolo Domenico in braccio alla madre
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Al piccolo Domenico Caliendo, quel 23 dicembre, sarebbe stato espiantato il cuore alcuni minuti prima che quello nuovo fosse arrivato all'ospedale Monaldi di Napoli, e si sarebbe arrivati così al "punto di non ritorno" prima che potesse essere possibile verificare le condizioni dell'organo espiantato a Bolzano. È quello che sostiene Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bimbo morto nell'ospedale napoletano a seguito del trapianto fallito il 23 dicembre e dopo 59 giorni collegato all'Ecmo, macchinario che lo ha tenuto in vita ma che, al tempo stesso, vista la lunga permanenza, ha causato danni che hanno reso il bimbo inadatto per una nuova operazione.

Il Prefetto incontra i genitori di Domenico

In serata il prefetto di Napoli è andato a Nola per incontrare i genitori del bimbo. "Per un genitore la perdita di un figlio è un dolore immenso, il dolore innocente più difficile da comprendere", ha detto Michele di Bari, aggiungendo che ha "ritenuto doveroso esprimere personalmente il cordoglio e la vicinanza alla famiglia in un momento così drammatico. In circostanze come queste le parole non bastano, ma la presenza delle istituzioni intende essere un segno concreto di solidarietà e di partecipazione al loro lutto".

L'espianto troppo in anticipo

L'espianto del cuore di Domenico, sostiene l'avvocato, "si è registrato alle 14.18", mentre "per quanto riferito da varie fonti, Patrizia in primis (Patrizia Mercolino, la madre del bambino, ndr), il cuore nuovo sarebbe arrivato solo alle 14.30″. I dati sarebbero contenuti nella scheda relativa al tracciato di circolazione extracorporea. Scheda di cui ieri il legale aveva denunciato l'assenza in cartella clinica, circostanza che, però, il Monaldi ha smentito nel pomeriggio di oggi, 23 febbraio.

"Ringraziamo il Monaldi per la collaborazione – ha detto l'avvocato Petruzzi – Abbiamo individuato la scheda Cec, che ci aspettavamo fosse invece in una cartella a sé stante. Al netto di questo, dalla stessa apprendiamo che il "no way black point" è stato superato alle 14:18 con il clampaggio aortico e per quanto riferito da varie fonti – Patrizia in primis – il cuore sarebbe arrivato solo alle 14:30″. Già nei giorni scorsi l'avvocato aveva insistito sul fatto che il cuore fosse stato prelevato in anticipo, rendendo quindi inevitabile l'uso dell'altro organo nonostante fosse arrivato danneggiato.

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