Trans collocata nel reparto maschile dell’ospedale di Salerno: “Mi ha fatto sentire una me**a”

A Fanpage.it parla Iolanda, la donna trans che, all’ospedale di Salerno, ha rifiutato il ricovero nel reparto maschile.
A cura di Carmine Benincasa
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Iolanda, all’anagrafe Emilio, è una donna trans di circa 50 anni che all’età di 16 anni anni scappò di casa, contro la volontà di suo padre, per “ritrovare” il suo corpo. Una vita fatta di battaglie, diritti conquistati ma soprattutto diritti negati come accaduto all’ospedale Ruggi D’Aragona di Salerno. Un normale accesso al pronto soccorso per dolori addominali in 118, la crisi della sanità Campana che incombe su tutti gli ospedali fatti di poco personale e strutture in affanno hanno fatto sì che Iolanda stazionasse in una barella del pronto soccorso per sei giorni, naturalmente ricevendo tutte le cure di cui aveva bisogno. Al sesto giorno, anche a seguito di una richiesta di chiarimenti sulla sua salute e forse anche grazie a un posto letto liberatosi, le è stato comunicato da una dottoressa che il suo ricovero poteva continuare ai piani superiori nel reparto di medicina.

Nulla di anomalo, solo la normalità della sanità campana degli ultimi anni se non fosse stato per l’amara sorpresa che aspettava Iolanda al terzo piano dell’ospedale. Iolanda era stata collocata in una stanza composta da 6 letti, di cui 5 occupati, ma tutti da uomini e lei sarebbe stata “il sesto”. Dopo 6 notti fatte di un letto di pronto soccorso con luci sempre accese, codici semaforici che si alternavano e il tran tran veloce di un luogo senza tempo e soprattutto senza privacy sembravano essere finiti ma la soluzione proposta si è rivelata poi peggiore del problema stesso. Un errore, forse una svista dovuto alla velocità e ai documenti di Iolanda che riportano il nome “Emilio” e solo la voglia di stare bene hanno portato Iolanda dalla stessa dottoressa che poco prima le aveva comunicato il ricovero. Nessun errore, nessuna svista “Sotto hai ancora l’organo maschile Emilio”. È questa una delle prime risposte della dottoressa e poi la scelta, “O quella stanza o prendi le valigie, firmi e te ne vai”.

Negata l’evidenza, distrutta un’identità e per cosa poi? Iolanda, dopo anni di battaglie per i diritti LGTB nonostante i dolori addominali incessanti cerca e trova aiuto contattando Loredana Rossi, Presidentessa ATN (Associazione Transessuali di Napoli) che a sua volta con l’aiuto di Antonello Sannino e Arcigay Salerno e Arcigay Napoli provano a mediare ma c’è un ostacolo burocratico, proprio dove finisce la legge che comincia l’umanità, “Iolanda è biologicamente un uomo” ma non si perdono d’animo e nonostante fosse sabato sera "Grazie all'intervento diretto del presidente della Regione Campania Roberto Fico, coadiuvato dagli assessori Pecoraro e Morniroli. La mediazione – prosegue Arcigay Napoli – ha portato a una presa di coscienza immediata da parte dei vertici ospedalieri. La Direzione sanitaria del Ruggi si è attivata prontamente, porgendo le proprie scuse ufficiali a Iolanda per quanto subito e provvedendo a una sistemazione dignitosa e consona alla sua identità di genere e alla sua persona".

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