Hanno percorso la Tangenziale di Napoli, via Galileo Ferraris e a passo d'uomo il corso Umberto e poi via via, le strade che portano a Comune di Napoli, in piazza Municipio e poi la Regione Campania : un centinaio di taxi, partiti dall'aeroporto di Capodichino protestano nel primo giorno di zona rossa in Campania  contro il mancato sostegno alla categoria e «le promesse mancate durante la pandemia di Covid19».  Alla Regione i tassisti partenopei chiedono un sostegno anche una tantum che, denunciano, non hanno mai avuto nel corso di un anno in cui i loro incassi si sono ridotti al lumicino, visti i minori o nulli spostamenti dei napoletani da e verso stazioni , porto e aeroporto e in generale verso i luoghi pubblici che – tranne ospedali e pochi altri – sono chiusi (cinema, teatri, eccetera).

Nello scorso mese di giugno la Regione aveva disposto un bonus di 2mila euro una tantum per i conducenti di taxi, auto noleggio Ncc, Ncc Ts e scuolabus per superare la crisi economica legata al Coronavirus che ha colpito il settore del trasporto pubblico non di linea. «Il bonus – era specificato nel decreto – è richiedibile una sola volta, anche se le autorizzazioni siano più di una in capo allo stesso titolare, e non è cumulabile con altre misure di sostegno della Regione Campania per contrastare l'emergenza sanitaria da Covid-19».

L'idea è ora di chiedere a Palazzo Santa Lucia un nuovo tavolo per ottenere ulteriori aiuti economici anche se stavolta il quadro generale è cambiato e potrebbe non essere scontata la decisione di nuovi stanziamenti economici regionali se non sostenuti a loro volta da fondi del governo.