Sofia, promessa del basket, morta a 15 anni per allergia alimentare: dolore ai funerali a Maddaloni

Lutto cittadino a Maddaloni, in provincia di Caserta, oggi, Lunedì in Albis, per i funerali di Sofia di Vico, la ragazzina di 15 anni, promessa del basket, morta il 2 aprile scorso ad Ostia, in provincia di Roma, in Lazio, dove si trovava con la sua squadra per una competizione sportiva, a causa, probabilmente, di uno choc anafilattico legato ad una allergia alimentare. Oggi, 6 aprile, Maddaloni si è fermata in segno di rispetto, stringendosi al dolore della famiglia. Il sindaco Andrea De Filippo ha disposto le bandiere degli edifici istituzionali a mezz'asta. Le esequie si sono tenute alle 10,30 nella Chiesa della Santissima Annunziata.
"Una notizia terribile – scrive il primo cittadino di Maddaloni – ha scosso la comunità in queste ore che precedono le festività pasquali. Apprendo con profonda commozione e incredulità della tragica scomparsa della giovane Sofia: un evento tanto improvviso quanto inspiegabile, che lascia un dolore immenso e attraversa l’intera città. Un lutto che avverto in modo particolarmente intenso anche per i sentimenti di stima e di affetto che da sempre mi legano alla sua famiglia. È un giorno di profonda tristezza per tutti noi. Ai genitori, Fabio e Antonella, e a tutti i familiari rivolgo le mie più sentite condoglianze e la più sincera vicinanza, a nome mio personale e dell’intera comunità. Alla piccola Sofia va il nostro pensiero più dolce e le nostre preghiere".
Il papà: "Una passione immensa per il basket"
Distrutti dal dolore i familiari. "Sofia aveva una passione immensa per il basket – ha commentato il papà al Tg1 delle 13 del 5 aprile – Era leader, coinvolgente, solare". Sulle circostanze della sua morte non ha voluto esprimersi: "Tutte queste risposte – ha detto – le devo a Sofia, ma le darò a tempo debito. La giustizia sta facendo il suo corso. Provo dolore. La rabbia è quando hai contezza di quello che è successo. Ora non ce l'ho ancora".
L'inchiesta sulla morte della 15enne a Ostia
Sofia si trovava ad Ostia, giovedì scorso, con la sua squadra Unio Basket Maddaloni, per disputare il Mare di Roma Trophy. La ragazza aveva una allergia alimentare ai latticini, cosa, che, secondo le prime informazioni, sarebbe stata comunicata anche alla struttura dove il club era ospitato. La sera di giovedì, dopo la cena, si sarebbe sentita male e avrebbe chiesto aiuto, perché si sentiva soffocare. La ragazza è stata subito soccorsa dai presenti, compreso il padre che l'aveva seguita in trasferta. Purtroppo, però, è deceduta nella notte all'ospedale Grassi di Ostia. La cucina è stata sottoposta a sequestro. La salma, sabato scorso, è stata liberata e restituita alla famiglia per le esequie, dopo l'esame autoptico disposto dalla Procura di Roma. Nella stessa giornata il feretro è stato trasferito a Maddaloni per la camera ardente.
Il club di basket ha voluto ricordare la sua atleta con un post commosso e carico di dolore: "La nostra famiglia – scrive Unio Basket Maddaloni – di cui fanno parte Sofia, il papà e la mamma, i nonni, i parenti è colpita in maniera tragica ed assordante! Un evento innaturale che lascia alle ragazze, ai ragazzi ed a tutti noi un vuoto incolmabile e un dolore da affrontare. E lo affronteremo insieme come deve fare una grande famiglia. Una famiglia che si fa comunità come ieri mattina alla preghiera con la partecipazione di tutte le squadre del torneo, come ieri pomeriggio al rientro delle ragazze accolte da un grande abbraccio delle altre squadre. Così come la comunità di tutti coloro che ci hanno mostrato vicinanza e che ci danno più forza per affrontare questo grande tormento".