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Sma Campania, il tormentato bando per nominare il direttore amministrativo della società regionale

Ci sono voluti oltre tre mesi, due revoche di altrettante procedure e un bando riscritto da zero per arrivare, forse, alla selezione definitiva del direttore Amministrativo di Sma Campania spa.
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Tre mesi, due revoche, un bando riscritto da zero e, forse – ma il diavolo, si sa, si nasconde nei dettagli – siamo arrivati alla fase conclusiva, ovvero alla selezione di un direttore amministrativo di Sma Campania, società per azioni interamente partecipata dalla Regione Campania. Sma, che più volte è finita sotto i riflettori della cronaca, per varie vicende, si occupa di prevenzione degli incendi boschivi, monitoraggio del territorio e gestione dei rischi idrogeologici.

Tutto nasce il 27 novembre 2025, pochi giorni dopo le Elezioni regionali in Campania. In Sma l'amministratore unico Antonio Capasso firma la determina (la numero 3) che fornisce il via libera alla selezione pubblica per un direttore amministrativo, contratto a tempo determinato di 36 mesi, inquadrato secondo il contratto nazionale di lavoro ManagerItalia Confcommercio. Il 5 gennaio 2026 viene nominata anche la commissione esaminatrice.

Il problema è che il bando scricchiola. I requisiti di accesso sono mutuati quasi pedissequamente dai modelli concorsuali della pubblica amministrazione, e non si adattano benissimo alla natura privatistica di una spa. L'oggetto dell'incarico è vago. I criteri di valutazione si sovrappongono ai requisiti di ammissione, il trattamento economico non è nemmeno indicato. A peggiorare le cose, alla scadenza arrivano pochissime candidature.

Il 23 gennaio 2026, con una nuova determina (la numero 11), Capasso revoca tutto: bando e commissione. Stessa firma, stesso giorno, approva il nuovo avviso. Questa volta il testo è preciso: le funzioni del direttore sono descritte nel dettaglio e i requisiti sono tarati su una logica manageriale, non concorsuale. Le candidature vanno inviate via posta elettronica certificata entro il 7 febbraio 2026. Tutto a posto? Nemmeno per idea.

La saga, infatti, non si chiude qui. Il 10 febbraio, a domande già pervenute, Capasso verga una nuova determina (numero 14): occorre nominare una nuova commissione di valutazione, adeguata al nuovo bando. La scelta cade su tre docenti universitari, con compensi rispettivamente di 2.000 e 1.600 euro ciascuno. Spulciando negli atti di Sma, c'è un altro piccolo capolavoro: la domanda di partecipazione ha due sezioni da compilare ma che non hanno senso. Urge una correzione: «Avviso urgente», si legge: «i punti denominati "r" ed "s" non devono essere compilati, trattandosi di mero refuso». Chissà se stavolta è la volta buona.

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