Arresto in poche ore e condanna per direttissima per due manifestanti protagonisti delle violenze a Napoli che però sono subito liberi. I giovani, entrambi trentaduenni, sono stati processati per direttissima e condannati. Si tratta di persone nate a Napoli, con precedenti di polizia per reati di droga. I loro nomi sono Marcoantonio Pino e Oreste Aloia;  stati arrestati dalla Digos della questura partenopea con l'accusa di violenze, danneggiamenti e resistenza a pubblico ufficiale durante gli scontri di ieri sera localizzati soprattutto nella zona del borgo di Santa Lucia, nel perimetro intorno al palazzo della Regione Campania. Le condanne: per uno dei due la condanna è stata a un anno e 8 mesi di carcere; per il secondo, un anno e due mesi.
In questo caso specifico i due non faranno nemmeno un giorno di carcere.  Motivo? Non è stata accettata la tesi della Procura di violenza contro gli agenti. Dunque per uno obbligo di presentazione alla Polizia giudiziarie e per l'altro (Aloia) sospensione della pena. Cosa è la pena sospesa? È un istituto giuridico che consiste nella sospensione condizionale della pena mediante il quale alla persona ritenuta responsabile di un fatto, se la condanna non supera i due anni di reclusione, viene sospesa l'esecuzione della stessa per cinque anni o per due anni.

Sia le forze dell'ordine sia i giornalisti sono stati aggrediti ieri durante la folle notte anti-coprifuoco a Napoli, le manifestazioni sfociate in violenze. Sul fronte carabinieri,  4 carabinieri in maniera lieve e una vettura danneggiata . I militari hanno riportato problemi all'udito a causa dell'esplosione ravvicinata di potenti petardi e contusioni varie; per tre la prognosi è di cinque giorni, mentre un altro carabiniere ne avrà tre giorni. Parabrezza lesionato, vetro posteriore lato passeggero rotto e carrozzeria danneggiata, invece, per un'autoradio presa di mira da alcuni manifestanti.  Contusi anche due poliziotti e un militare dell'Esercito che ha riportato problemi all'udito.

Sul fronte giornalisti, aggredito violentemente il cronista di SkyTg24 Paolo Fratter, sul posto per documentare la rivolta: alla rotonda Nazario Sauro è stato inseguito e picchiato insieme al suo video operatore. Non solo: distrutta l'automobile di servizio dell'emittente privata campana Canale 21, diversi giornalisti minacciati e aggrediti, compresi quelli di Fanpage.it. Ottavio Lucarelli, presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Campania: "Chiediamo pertanto a Prefetto, Questore e Comandante provinciale dei carabinieri di tenere conto, nell'assoluta necessità di riportare la situazione sotto totale controllo".