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Covid 19

Sciopero benzinai, Palma (Fegica Cisl): “Senza ristori rischio chiusura impianti in Campania”

Sciopero dei benzinai di quasi 24 ore. I sindacati chiedono di poter entrare nel decreto ristori. Il segretario FeGICA CISL Campania: “Da noi volume d’affari crollato dell’80% tra marzo ed aprile”, ha spiegato Salvatore Palma intervistato da Fanpage.it, “ed anche con il sistema di zone rosse, arancioni e gialle non è migliorato. Siamo a rischio chiusura degli impianti”.
Intervista a Salvatore Palma
Segretario regionale Federazione Gestori Impianti Carburanti e Affini (FeGICA) della Campania.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Niente ristori per i benzinai, nonostante il loro settore sia uno dei più colpiti dalla crisi economica causata dal Covid. Gestori degli impianti che, specialmente in Campania, rischiano così di dover chiudere. E così i sindacati hanno indetto uno sciopero di quasi 24 ore, dalle 19 di oggi fino alle 15 di domani, mercoledì 16 dicembre. Ne ha parlato intervistato da Fanpage.it Salvatore Palma, segretario regionale della Federazione Gestori Impianti Carburanti e Affini (FeGICA Cisl) della Campania.

Quali sono stati gli effetti della pandemia sul settore carburanti?

"Purtroppo anche il nostro settore è tra quelli più colpiti dal coronavirus. Solo nel lockdown di marzo e aprile, abbiamo registrato un calo di volume d'affari attorno all'80%, ed anche ora continuiamo a registrare numeri bassi: siamo al 33-34% nelle zone gialle, al 40% nelle zone arancioni ed al 50% nelle zone rosse. E nonostante forniamo un servizio pubblico, restando regolarmente aperti, siamo stati esclusi dalle categorie che beneficeranno dei ristori del Governo. Un impianto medio che fa un milione di litri, in una situazione normale, avrebbe un utile di 40mila euro: di cui la metà vanno per le spese annuali, altri 12.500 per ogni dipendente. Con un abbattimento del volume d'affari pari al 50%, i conti sono presto fatti".

Quali sono i motivi che vi hanno spinti ad indire uno sciopero?

"Noi vogliamo entrare nei decreti ristori. Ripeto, siamo un servizio pubblico: nell'80-90% dei casi, i gestori dell'impianto non ne sono anche i proprietari, ed hanno un margine di guadagno di 4 centesimi al litro. Ed è con questo margine di guadagno che il gestore deve pagare le spese relative all'impianto. Con le macchine ferme per la pandemia, abbiamo avuto un calo di volume d'affari vertiginoso, e questo sta portando, purtroppo, anche alla chiusura di diversi impianti, con colleghi che purtroppo si sono anche ritrovati in strada".

Cosa chiedete dunque al governo?

"Noi siamo penalizzati da tanti fattori, come ad esempio il fatto che paghiamo le tasse anche sulle accise: una tassa sulle tasse. A questi forti disagi "comuni" si aggiunge la pandemia, che ha fortemente limitato la circolazione ed ha fatto crollare il volume dei nostri affari. Ecco perché abbiamo bisogno di entrare nel decreto ristori, dal quale siamo stati ancora una volta esclusi. Scioperare, per noi, significa rinunciare ad altri introiti e dunque lo facciamo a malincuore, specie in un momento di crisi come questo. Molti colleghi hanno già dovuto chiudere, e non sappiamo come andrà la situazione nei prossimi mesi".

Salvatore Palma, Segretario regionale Federazione Gestori Impianti Carburanti e Affini (FeGICA CISL) della Campania.
Salvatore Palma, Segretario regionale Federazione Gestori Impianti Carburanti e Affini (FeGICA CISL) della Campania.
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