Ad Arzano prevale la paura. Allo sciopero dei dipendenti Amazon indetto da alcune sigle sindacali – Cgil, Filt-Cgil e Nidil Cgil Napoli e Campania – al presidio allestito all'esterno dello stabilimento del colosso statunitense della provincia di Napoli, non c'erano lavoratori, ma soltanto rappresentanti sindacali. I pochi dipendenti che arrivavano al presidio, infatti, entravano in azienda, senza fare domande. "Hanno paura che i loro contratti non vengano rinnovati" dicono i sindacati, ipotizzando i motivi dietro la mancata partecipazione dei lavoratori a questo primo presidio. È la prima volta, infatti, che viene indetto uno sciopero per chiedere migliori condizioni lavorative per i dipendenti Amazon.

"Siamo qui – continuano i rappresentanti sindacali – per dire ai lavoratori, siano essi driver, del settore logistica o dipendenti somministrati, che possono e devono avvicinarsi alle organizzazioni sindacali, perché noi siamo per una lotta sociale di applicazione dei diritti, di applicazione del contratto e di superamento del precariato: vogliamo la stabilizzazioni di questi lavoratori".

"Per la prima volta i lavoratori di Amazon sono in sciopero per chiedere che vengano garantiti le adeguate tutele contrattuali a tutti lavoratori della filiera, a cominciare dai driver, che subiscono un vero e proprio sfruttamento lavorativi, con orari massacranti e condizioni di lavoro che vanno oltre ogni legalità. Se questo e' il futuro, deve esserlo rispettando i diritti. Chiediamo la continuità contrattuale, il diritto alla parità di trattamento della filiera, la clausola sociale e la fine di questo turn-over esasperante nello stabilimento di Arzano" l'obiettivo dello sciopero dichiarato dai sindacati.