Reperti archeologici trafugati illegalmente sono stati restituiti quest'oggi, martedì 18 maggio, al Parco Archeologico di Pompei dai carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale: si tratta di sei pezzi di affreschi strappati dalle mura delle domus; tre di essi sono stati trafugati agli Scavi di Pompei, mentre gli altri tre in alcune domus di Stabiae, l'attuale Castellammare di Stabia.

Per quanto riguarda i tre pezzi di affresco strappati a Pompei, questi sono stati trafugati nell'area della Civita Giuliana, area attualmente sottoposta a scavi, che ha recentemente regalato nuove scoperte. I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli hanno avviato le indagini nel luglio del 2012, dopo la scoperta, nell'area della Civita Giuliana, di una buca che conduceva a un'antica villa romana: l'attività investigativa ha portato alla scoperta di una banda dedita a scavi clandestini e alla ricettazione di beni archeologici. Durante le operazioni, i militari dell'Arma sequestrarono anche tre pannelli di affreschi che erano già stati divelti ed erano pronti per essere trafugati.

Per quanto riguarda, invece, i tre pezzi di affresco asportati a Castellammare, si tratta di reperti alle domus Villa Arianna e Villa San Marco di Stabiae. Le indagini dei carabinieri dei Nuclei Tutela Patrimonio Culturale di Napoli e di Monza hanno rivelato che i reperti sono stati trafugati dalle due domus a partite dagli anni Settanta, e poi acquistati negli anni Novanta da antiquari in Svizzera, Inghilterra e negli Stati Uniti.

Oggi, come detto, i carabinieri, nella figura del generale di brigata Roberto Ricciardi, comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, hanno riconsegnato gli affreschi trafugati al direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel.