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Scampia, rischia la sospensione dell’Assegno di Inclusione e aggredisce una dipendente del Centro per l’Impiego

Una donna si è recata allo sportello del Cpi di Scampia senza appuntamento e ha aggredito gli operatori: temeva di perdere l’Assegno di Inclusione. La denuncia dell’Usb.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Il Centro per l’Impiego di Scampia
Il Centro per l’Impiego di Scampia

Teme la sospensione dell'assegno di inclusione, si presenta al Centro dell'Impiego senza appuntamento e pretende di essere ricevuta prima. Attimi di tensione ieri presso il Cpi di Scampia, dove una cittadina è entrata negli uffici aggredendo verbalmente con estrema violenza sia gli addetti alla sicurezza che gli operatori del Cpi  intervenuti. La donna, secondo quanto ricostruito, si era recata allo sportello perché i beneficiari del contributo, ex Reddito di Cittadinanza, devono ripresentarsi ogni 90 giorni al Cpi per non perdere l'assegno. Voleva essere ricevuta pur non avendo un appuntamento. Nonostante un operatore le abbia risolto, alla fine, con garbo la problematica amministrativa, l'utente avrebbe continuato a inveire con tale aggressività da interrompere di fatto l'erogazione del servizio pubblico per diversi minuti.

A denunciarlo è il sindacato di base Usb Campania che "esprime la più ferma condanna per l’ennesimo episodio di violenza verificatosi presso il Centro per l’Impiego di Scampia e manifesta piena solidarietà alla lavoratrice coinvolta. Non si tratta di un caso isolato, ma dell’ennesimo segnale di una situazione ormai fuori controllo e non più sostenibile. È necessario che istituzioni e dirigenza si assumano responsabilità chiare e immediate, senza ulteriori rinvii o tentativi di minimizzazione. Usb Pi Campania denuncia pubblicamente le gravi condizioni in cui il personale è costretto ad operare: sotto organico strutturale, è inaccettabile che il Centro per l’Impiego di Scampia, per la sua collocazione e per la complessità dell’utenza, funzioni con soli 25 dipendenti, di cui non tutti impegnati nel front office. Una condizione che compromette il servizio e mette a rischio la sicurezza dei lavoratori".

E, ancora, "ritardi e incertezze sui lavori: è indispensabile fare piena chiarezza sui tempi di completamento della ristrutturazione, garantendo che tutti i piani dell’edificio vengano effettivamente riqualificati entro le scadenze previste, così da assicurare spazi adeguati per la gestione dell’utenza. Sicurezza insufficiente: durante i lavori è urgente rafforzare la guardiania, prevedendo almeno un’ulteriore unità rispetto a quella attualmente presente, per garantire un filtro efficace all’ingresso e prevenire nuove aggressioni. Salari e indennità inadeguati: le condizioni operative richiedono un immediato riconoscimento economico attraverso l’aumento di salari e indennità per tutto il personale". L'Usb Campania chiede, infine, "un riscontro urgente su tutti i punti segnalati e annuncia fin da ora ulteriori iniziative pubbliche di mobilitazione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni una situazione non più tollerabile. La sicurezza e la dignità dei lavoratori non sono negoziabili".

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