10 Giugno 2022
13:23

Rovinato dal lockdown, proprietario di bar finisce in mano agli strozzini: interesse al 20%

Il titolare di un bar a Salerno costretto a chiudere e vendere la licenza per pagare i debiti con un usuraio: la Finanza scopre tutto e arresta l’estorsore.
A cura di Giuseppe Cozzolino

Costretto a chiudere il bar e metterlo in vendita, sperando di ricavare così i soldi necessari a pagare l'usuraio che gli aveva prestato dei soldi durante il lockdown. Protagonista della vicenda il proprietario di un bar di Salerno, salvato dalla Guardia di Finanza che ha arrestato l'estorsore, già ai domiciliari per reati simili nel periodo in cui prestava soldi ad interesse. Interessi che, tra le altre cose, erano del 20% mensile e che dunque erano diventati insostenibili per il titolare del bar, esasperato dai continui debiti accumulati.

La rata fissa di 1.400 euro al mese

Il prestito iniziale era di appena 8mila euro, necessari per fronteggiare la chiusura forzata durante il lockdown causato dal Covid: ma i soldi gli erano stati prestati con un tasso di interesse tale che in due anni il titolare del bar aveva già versato 33.600 euro. Le richieste dell'usuraio erano quelle di effettuare il pagamento di 1.400 euro mensili in due tranche da 700 euro, pagabili il 2 e il 18 di ogni mese. In pratica, ogni 14 giorni. In pratica, 50 euro di guadagno del bar di ogni giorno andavano all'usuraio. Una cifra che ha portato, dopo due anni, alla resa da parte del proprietario del bar, che ha così deciso di chiudere l'attività e venderla, sperando così di ricavare i soldi necessari a saldare il debito con l'usuraio.

La finanza ha arrestato l'estorsore

In suo aiuto è però intervenuta la Guardia di Finanza, che ha scoperto il tutto. Stamattina, su richiesta della Procura di Salerno, è arrivata un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari Marilena Albarano nei confronti dell'usuraio: si tratta di un 28enne, che deve rispondere di usura aggravata. L'uomo, mentre taglieggiava la vittima, era anche sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, a cui era sottoposto proprio per altri reati simili.

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