Ristoranti di pesce e sushi a Napoli, aumentati i controlli del Nas dopo l’impennata dei casi di Epatite A

Controlli a tappeto dei carabinieri del nucleo anti sofisticazione (Nas) nei ristoranti specializzati in piatti a base di pesce crudo e di sushi, la specialità giapponese, e nelle pescherie e nei mercatini a Napoli e in provincia dopo l'aumento dei casi di Epatite A che si sta registrando in questi giorni. Ad oggi sono 154 i casi accertati, mentre altri 22 devono essere confermati.
Il sindaco Gaetano Manfredi nella tarda serata di ieri ha firmato l'ordinanza contingibile e urgente che vieta il consumo di frutti di mare crudi nei locali e raccomanda di non mangiarli neanche a casa. Previste multe fino a 20mila euro. I primi casi di Epatite A sono emersi lo scorso febbraio. Sui contagi è attivo anche il monitoraggio dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, delle Asl e dell'Arpac, che sta facendo i prelievi dell'acqua di mare, per capire se c'è contaminazione.
Al momento, a quanto appreso da Fanpage.it, su 142 campionamenti eseguiti dall'IZSM, sono risultati 8 casi positivi di cozze e ostriche a Nisida, Bacoli e Varcaturo. Ma i controlli proseguono. In questo contesto vanno lette anche le ispezioni dei Nas, il Nucleo Antisofisticazione dei carabinieri, nei pubblici esercizi, come le pescherie e i ristoranti, dove viene venduto e servito il pesce fresco. Si cerca di capire anche se siano rispettati i protocollo sanitari in termini di pulizia delle cucine. Il virus Hav che provoca l'Epatite A, infatti, si trasmette per via oro-fecale. Se si hanno le mani sporche, dopo essere andati in bagno, per esempio, e si va in cucina a preparare il pasto, si rischia di contaminare gli alimenti. Da qui, l'importanza di lavarsi spesso le mani.
I controlli dei Nas, coordinati dal comandante Alessandro Cisternino, sono partiti già da diversi giorni. Le ispezioni dei carabinieri riguardano i punti di ristoro che distribuiscono frutti di mare e sushi tra Napoli e provincia sono state precedute da una mappatura. Le operazioni, concordate con l'unità operativa di prevenzione e sanità pubblica veterinaria della Regione Campania, consistono nel prelievo di campioni che successivamente saranno sottoposti ad analisi nell'Istituto Zooprofilattico di Portici.