Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene all'Università Cattolica e consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza sul Coronavirus è pessimista sull'evoluzione dei casi Covid , anche in Campania che definisce "regione a rischio".  "La Francia avrà bisogno del lockdown totale, noi no se ci comportiamo bene, ma Lazio e Campania sono a rischio – afferma, in una intervista al quotidiano La Stampa -. Il lockdown generale spero sia difficile. Se saremo bravi non ne avremo bisogno, anche se in alcune zone si sta perdendo il controllo come in Lazio o in Campania. Tra due settimane, quando si potrà aggiornare il quadro, mi aspetto un peggioramento della situazione, spero non intenso, con più pressione sugli ospedali anche per l'arrivo di raffreddori e influenze. Per questo è importante il richiamo alle precauzioni e il vaccino antinfluenzale per tutte le età". Ricciardi evidenzia che andrebbe "ripresa la app Immuni, che consente un tracciamento digitalizzato più tempestivo di quello manuale". Sulla riapertura delle scuole, "servono due settimane per esserne certi, ma la prima impressione è positiva. E' stato importante riportare dieci milioni di persone alla normalità, che però va assicurata nel tempo".

Il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, in una intervista al quotidiano La Verità conferma questa preoccupazione per una recrudescenza dei casi che riguarda anche la Campania: "Il trend in costante aumento impone di mantenere la guardia molto alta, soprattutto in alcune Regioni. In particolare al 25 settembre, i tassi di ospedalizzazione per 100.000 abitanti superiori alla media nazionale (4,9) sono in Liguria (10,4), Lazio (10,2), Sardegna (8), Campania (7), Puglia (5,4) e Sicilia (5)".  Alla domanda su se fosse cambiato il virus in questi mesi Cartabellotta risponde: "Assolutamente no: semplicemente oggi esploriamo la parte sommersa dell'iceberg, mentre in primavera, in assenza di attività di screening per scovare gli asintomatici, potevamo intravederne solo la punta, ovvero i soggetti più gravi e ospedalizzati. Il virus è sempre lo stesso, stiamo solo vivendo una fase diversa dell'epidemia perché dal 3 giugno, con ripresa della mobilità interregionale e riapertura dei confini, siamo di fatto ‘ripartiti dal via', come al gioco dell'oca".