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Regione Campania, senza il bilancio Fico può fare poco. Consiglieri, per ora niente staff: tutto bloccato

Regione Campania col pilota automatico: senza il bilancio di previsione ci si limita all’essenziale. Nemmeno i consiglieri possono nominare i loro staff.
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Fico, Manfredi e la procedura per approvare il bilancio
Fico, Manfredi e la procedura per approvare il bilancio

La questione è molto semplice: la Regione Campania di Roberto Fico al momento va avanti col pilota automatico. Motivo? Non c'è ancora il bilancio di previsione 2026-2028. Si è votato a fine novembre, per tutto dicembre c'è stato il tira e molla sulla giunta e le nomine chiave, ora siamo a gennaio 2026 e il documento finanziario fondamentale per il funzionamento dell'Ente – predisposto in gran parte dall'amministrazione precedente di Vincenzo De Luca – non è approdato nella nuova giunta. Prima di approdare in Consiglio regionale dovrà passare al vaglio delle commissioni consiliari, ma come, se le commissioni non ci sono ancora e c'è una guerra per le nomine?

Fico cerca di stringere sul bilancio

Fico lo sa e ieri sera lo ha fatto capire con una dichiarazione pubblica del tipo "chi ha orecchie per intendere intenda": «Tra le deleghe che ho mantenuto c’è quella al bilancio. È una scelta dettata dal senso di responsabilità che questo momento richiede, in una fase delicata in cui la Regione opera in esercizio provvisorio. Dietro ad ogni scelta economica ci sono servizi, diritti e opportunità da garantire. In queste ore stiamo portando avanti un lavoro in stretta collaborazione con gli uffici, che ringrazio, per pianificare l'uso delle risorse pubbliche da impiegare nel modo più efficace e giusto possibile». Il nuovo presidente della Regione sta cercando risorse all'interno di un bilancio già blindato per mettere la sua impronta sul documento finanziario, con provvedimenti "bandiera" (politiche sociali, scuola) ma soprattutto pressa affinché i partiti avviino l'elefantiaca macchina regionale. Solo il 21 gennaio presenterà la sua giunta in Aula e la discussione sul bilancio si incardinerà a febbraio.

La Regione Campania è in esercizio provvisorio

Al momento la Regione è in esercizio provvisorio. Che significa? È la modalità che scatta quando l'Ente non approva il bilancio di previsione entro la fine anno. Cosa comporta? Pesanti limiti di spesa. In gergo tecnico si dice che si va «ai dodicesimi , ovvero l'Ente può gestire le risorse basandosi sugli stanziamenti previsti per il 2026 nel precedente bilancio pluriennale (2025-2027). La spesa mensile per ogni programma non può superare un dodicesimo (1/12) dello stanziamento annuale previsto, tranne per le spese tassativamente regolate dalla legge o per interventi di somma urgenza, dando priorità di spesa per pagare il personale, per il funzionamento degli uffici, il pagamento delle rate dei mutui e ai servizi la cui interruzione causerebbe un grave danno alla collettività (sanità, trasporti, solo per citarne alcuni).

I consiglieri senza staff se non passa il bilancio

Senza l'ok al bilancio di previsione l'esercito di personale che assicura l'attività dei gruppi politici in Consiglio regionale non esiste. Non ci sono comandati e distaccati, perché i gruppi consiliari non possono creare i loro staff.

Ogni gruppo riceve un contributo composto da una quota fissa annua di 5.000 euro per ciascun consigliere iscritto al gruppo più una quota variabile calcolata in base alla popolazione residente, pari a 0,05 euro per abitante secondo i dati Istat. In applicazione di questo criterio, nei documenti viene indicato che l’importo operativo attuale è di 872,14 euro al mese per ogni consigliere appartenente al gruppo, destinato alle spese di funzionamento, in particolare comunicazione, collaborazioni e consulenze.

Accanto a questo contributo mensile, per il calcolo della spesa del personale viene utilizzato un parametro standard pari a 160,47 euro al giorno per unità dimensionale di gruppo, che su base annua corrisponde a 58.571,55 euro. Applicando questo parametro, un gruppo composto da 4 consiglieri dispone di una capacità teorica di spesa annua pari a 234.286,20 euro. Questo importo rappresenta il tetto massimo di riferimento per l’organizzazione dello staff del gruppo, non un organico predefinito.

All’interno di questo budget il gruppo può sostenere costi per personale comandato da enti pubblici oppure per contratti di diritto privato. Il costo annuo stimato di una singola unità di personale comandato, calcolato come stipendio fisso più oneri riflessi e indennità accessorie, varia in base alla categoria: un responsabile o coordinatore di categoria D arriva a un costo complessivo di 95.793,71 euro l’anno, un comandato di categoria D costa 59.589,82 euro, uno di categoria C 56.144,72 euro, uno di categoria B 52.105,11 euro. Per il personale comandato presso i gruppi consiliari è inoltre previsto il riconoscimento dei buoni pasto pari a 7 euro al giorno, che incide ulteriormente sulla spesa complessiva.

I contratti sono sottoscritti dal presidente del gruppo consiliare, che ne è responsabile, e tutte le spese devono essere rendicontate annualmente alla Corte dei Conti, che ne verifica la legittimità e la coerenza con le finalità istituzionali. Ma senza la manovra regionale non si può far nulla.

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