La Procura chiede 2 anni di carcere per Piero De Luca al processo d’Appello per il crac di Ifil

La Procura generale di Salerno ha chiesto la condanna a 2 anni per Piero De Luca, deputato, attuale segretario regionale del Partito democratico della Campania nonché figlio dell'ex presidente della Regione Vincenzo. De Luca jr. è imputato nel processo di appello sul crac della società di consulenza immobiliare Ifil, società guidata da Mario Del Mese. In primo grado il parlamentare, difeso dall'avvocato Andrea Castaldo, era stato assolto dall'accusa di concorso in bancarotta. Anche in quel caso la Procura salernitana aveva chiesto una condanna a 2 anni. La richiesta è stata presentata ieri dal pg nel corso dell'udienza del processo che si tiene dinanzi al collegio della Corte d'Appello di Salerno.
A Piero De Luca, la procura salernitana aveva contestato una presunta partecipazione alla bancarotta di Ifil, una società di consulenza immobiliare salernitana che si era occupata sia del Crescent, il celebre palazzo in piazza della Libertà, che della trasformazione – mai effettuata – dell'ex Pastificio Amato. De Luca era stato tirato in ballo a causa di alcuni biglietti aerei per il Lussemburgo. Si tratta quindi di presunte distrazioni di fondi, gli atti parlano di 14mila euro, tra il 2009 e il 2011, denari che sarebbero stati utilizzati da Del Mese per pagare alcuni viaggi di lavoro all'estero all'attuale deputato dem, precisamente in Lussemburgo, lì dove il figlio dell'ex governatore campano e quattro volte sindaco di Salerno lavorava prima dell'elezione in Parlamento.
In primo grado i giudici avevano assolto Piero De Luca perché »il fatto non costituisce reato», il ricorso in Appello ha portato al giudizio di secondo grado nel corso del quale è stata ribadita la fondatezza dell'impianto accusatorio ed è stata chiesta nuovamente la condanna per l'attuale segretario regionale Dem.